Con Totalone finale !!!

Non avendo scritto a caldo le emozionali sensazioni del momento mi ritrovo ora a voler estendere questo mio reportage sulla Repubblica di San Marino con la memoria ancora assonnata e lo stregatto che devo incollare a causa di rottura improvvisa.
La reale missione della gita era, oltre a rivedere il grazioso Borgo, quello di trovare abiti economici sfruttando la frontiera… quest’ultimo scopo ha fatto miseramente cilecca, non è vero che costa tutto meno e, qui, non fanno gli scontrini.
O almeno li fanno solamente se l’importo speso supera o i 5 o i 10 €, ovviamente questo riguarda il piccolo Borgo mentre non so se così è anche a Serravalle luogo in cui mi son fermata al rientro per visitare il centro commerciale Atlante; altamente intenzionata a trovare offerte e miseramente uscita con un po di cancelleria e una manciata di cosmetica. Lo stregatto (ne avevo già acquistato uno a Roma, nei pressi della Città del Vaticano) una statuetta di gatto nero con il cappello da strega, mi piaceva anche con il libro ma ho preferito quello aggrappato alla scopa… bene, si è rotto il manico e ora lo devo incollare! Oltre allo stregatto e poco altro non ho portato a casa grandi cose, non sono amante di Souvenir e cianfrusaglie eccessive ma San Marino è graziosa anche e soprattutto per gli infiniti negozi di oggettistica che fanno parte anch’essi dell’attrattiva del luogo.
L’arrivo ha inizio con la visita al museo delle curiosità, un museo privato dal costo d’ingresso di €9, un luogo che ospita un centinaio di oggetti curiosi, la maggior parte originali, un luogo buffo nel suo contenuto che, sicuramente consiglio nella visita anche per la stranezza degli oggetti storici che erano di uso comune e che oggi sarebbero inimmaginabili.
Proseguo la passeggiata lungo i viottoli del Borgo osservando particolarità, paesaggio ed elementi cittadini, ovviamente le photo son d’obbligo e la curiosità è grande nel capire ed intuire i percorsi, gli stradelli, i sottopassi che collegano i viali creando scorciatoie pedonali e, a volte, impercettibili. Come nel caso mio che ho chiesto ad una ragazza se si poteva passare, lo credevo il giardino privato di casa sua, invece no, o forse e ne danno il permesso? Chissà! Fatto sta che ho avuto più di una volta la sensazione di finire poi di fronte alla porta d’ingresso di qualcuno, o nel giardino privato di qualcun altro.
Proseguo verso il Giardino dei Liburni, il Teatro, poi verso la Cava dei Balestrieri di cui la storia narra che le sue pareti di roccia furono utilizzate per il restauro del Palazzo Pubblico e oggi utilizzata per il palio dei balestrieri, eventi e attività sportive. Sosta per una Piada in un locale dallo spettacolare panorama e veramente molto scenografico oltre che discreto nel gusto e mediamente conveniente, per poi proseguire verso La prima Torre, la Rocca Guaita e poi ancora verso la Seconda torre Cesta, alla terza torre Montale non ci sono arrivata; troppo distante, non visitabile e ormai la batteria del cellulare era all’1%. Il biglietto è di €8 che le comprende entrambe assieme ad altri musei pubblici da me visitati, ma non tutti, la mattina successiva (Palazzo Pubblico e il Museo del francobollo e della moneta). Purtroppo poi la giornata ha perso di intensità, ho preso possesso della mia stanza in un grazioso hotel che, anziché offrirmi la singola già pagata mi hanno fatto soggiornare, allo stesso importo, in una matrimoniale. La stanchezza si stava presentando, il cellulare l’ho prontamente messo sotto carica, la siesta è stata veramente doverosa ma? Ho lasciato oltrepassare il tempo per l’ultimo ingresso utile al Museo del francobollo e della Moneta che ho dovuto quindi rimandare. Ho però continuato a perlustrare i viottoli e ho percorso il sentiero per andare a vedere una delle ex Gallerie della Ferrovia San Marino-Rimini distrutta nella seconda guerra mondiale che però ho trovato non accessibile. Altra galleria l’ho poi trovata più vicina al centro, dopo la stazione del bus ma, purtroppo, ero già sul bus!
Cena al London Pub e poi doccia e riposo per svegliarmi arzilla e riposata per assaporare la squisita crostata ai frutti di Bosco fatta in casa nell’hotel… ne ho mangiate tre fette e poi mi sono limitata per rispetto di chi era ancora tra le lenzuola.
Il museo del Francobollo e della moneta è stupendo già dal primissimo scritto trovato che ricorda; ‘Senza dimenticare, tuttavia, che come recita un antico detto “La Libertà non vi è oro che possa pagarla” ‘. I primi francobolli a San Marino vengono stampati ed emessi nel 1877, è Rowland Hill che nel 1837 inventò il francobollo.La convenzione postale tra San Marino e il Regno d’Italia li autorizza a stampare i propri francobolli presso l’officina carte valori Italiana di Torino. Hanno da sempre avuto rapporti speciali con gli Stati Uniti D’America, con intrecci di differenti storie tra cui quella della lettera inviata da Abraham Lincoln in risposta ai capitani reggenti al fenomeno dell’emigrazione, tanti cittadini viaggiano oltre oceano a cercare fortuna costituendo una colonia che mantiene sempre vivo il legame con le origini. Lo Scudo Sammarinese è una moneta d’oro avente corso legale unicamente all’interno della Repubblica di San Marino, ha peso legale di 3 grammi e viene coniata per conto della Repubblica dall’Istituto Polifrafico e Zecca dello stato Italiano. E’ emessa puramente per fini numismatici ma può essere utilizzata come moneta commerciale nel territorio Sammarinese ove ha corso legale.
Proseguo con la visita al Palazzo Pubblico che è sede Governativa luogo in cui si celebrano le cerimonie ufficiali ed è sede dei principali organi istituzionali e amministrativi per questo motivo non sempre è visitabile e non tutte le stanze sono accessibili. Torno sui miei passi per prendere il Borelli Bus in direzione Serravalle in cui entro in quello che è un shopping center da marche di alto prezzo, molti negozi chiusi o in apertura, una farmacia e uno studio dentistico al quinto piano e le toilette solo ai primi due. Mi fermo qui per il pranzo dopo aver acquistato un po di Cosmesi :Due biscotti dal sapore di stazionamento in dispensa accompagnati da un discreto caffè macchiato. E poi? potevo non entrare in Coop? Nella Titan che ha gli stessi identici articoli dell’Emiliana Romagnola? Situata proprio a fianco del mega Center Atlante con l’addetto alla pescheria che si è reso conto di non aver dato una seppia alla cliente che l’ha pagata e che ha informato tutti che quella consueta cliente dovrà avere una seppia in più la prossima volta. Okkay!! Tra la seppia e io che chiedo info su possibili negozi di abbigliamento a prezzo equo mi son fatta anche due chiacchiere con i commessi.
Torno a Rimini schiacciata contro lo sportello di un bus eccessivamente affollato e mi faccio il mio consueto giro piada x cena! Prima, però, mi soffermo attirata da un negozio pieno di cappelli; riuscirò ad acquistare almeno quello da sole per quando sono in giro con il sole cocente? ne vedo uno che mi garba; Ma quale colore? Sono indecisa e? Il simpatico commesso mi ha offerto; Due a 10€ … si va bè … almeno qualcosa di abbigliamento l’ho acquistato!!!
Ma quant’ ho speso per due dì nella Repubblica di San Marino?

Con il fatto che qui non fanno gli scontrini (alcuni si) un po’ mi son persa nel conteggio dei totali ma ci provo mentre attendo che il pezzo rotto dello stregatto si attacchi con la colla ora applicata;
- -colazione primo giorno €3.10
- -pranzo primo giorno €15.50
- -Cena primo giorno €14.50
- -ombrello €5
- -banconota commemorativa €5
- -stregatto €8.00
- -acqua nel market 0.75
- -ingresso museo delle curiosità €9
- -ingresso multimusei €8, questo mi ha dato accesso alle due torri, al museo del Francobollo e della moneta e al Palazzo pubblico
- -Viaggio andata e ritorno Modena-Rimini 12.80×2 =25.60 -Viaggio Rimini San Marino 7€ -Viaggio San marino Serravalle e poi Serravalle Rimini 4,50+4,50 … e qui scopro che costa due euro in più!!! Totale €9 -€49.50 Hotel con colazione
- -3,50 tassa di soggiorno hotel -10€ due cappellini da sole -1€ utilizzo wc -2,28 Contenitore in offerta a Titancoop -€13 piada serale seconda sera (e qui ho l’appunto che ci devo tornare ad assaggiarne un’altra che mi ha incuriosito) -41,06 altri acquisti vari. Direi di aver messo tutto… totalone (stavolta ho speso un botto) = 230,79€ però almeno una sessantina di euro è di oggettistica che ho ora a casa! E non mi hanno neanche dato per sbaglio uno scudo di resto…. neanche 1/2… Pazienza!!!!


























































































Eccomi a uscire dalla porta di casa delle persone che mi hanno ospitato durante il mio week end di queste ultime ferie dell’anno 2020 quando, essendo ancora l’alba di primo mattino, il mio pensiero mi ha suggerito; “Ma perché non fermarti comunque a veder luoghi per rientrare poi stasera, a casa, o nel tardo pomeriggio?”. Già pensata come possibilità perché attirata da un Museo nelle vicinanze, ancor più ancorata per l’improvvisa partenza della mia ospitante amica.





















Dei dipinti nei castelli ne ho visti di migliori, quelli della casa delle guardie sono di epoca sicuramente non artistica, “Troppo piatti” e Poco tridimensionali. Un pelo più carini quelli presenti nel Mastio o, per meglio dire, ciò che è rimasto degli affreschi anticamente dipinti (denominati pittura cortese).
La leggenda narra che i guerrieri che si erano comportati male in battaglia venissero bendati e fatti girare nella casa delle guardie. Dopo averli storditi ben bene dovevano indicare delle lettere per formare una parola di senso compiuto, altrimenti venivano giustiziati! La principessa che non voleva sposarsi disse al padre che se un principe fosse stato in grado, bendato, di ricomporre il suo nome con le lettere avrebbe avuto la sua mano! Un’altra leggenda narra che il Re aveva fatto fondere tutto il suo oro per farne uno scudo da lui poi sepolto e mai più ritrovato. Antiche leggende ora tramutate in caccia al tesoro per bambini al castello.








Ancora assonnata e con in bocca il sapore della Brioches integrale con miele parcheggio l’auto nel cortile di una farmacia chiusa. Pagare i parcheggi???? Giammai!!!! Ci sono maree di cortili vuoti a disposizione, soprattutto di Domenica con un’epidemia da poco terminata!!!
Porta Verona e Porta Brescia sono i due ingressi delle antiche mura di Cinta, l’origine della city è Celtica e nell’antichità il suo nome era “Arilica”. I canali interni sono stati deviati per permettere una maggior difesa in quanto è una delle quattro città che formavano un antico quadrilatero come sistema difensivo della prima metà del 1800 (Mantova, Verona e Legnago le altre tre).
La salutare passeggiata mi ha permesso di visitar tutto senza prendere alcun mezzo, d’altronde è mia abitudine viaggiare in questo modo, solo così si possono scovar angoli nascosti come il “Vicolo del Pescatore” uno stretto passaggio che diviene una stretta porta che, vista dal lato opposto al mio ingresso, pare appartenere ad una proprietà privata ma che, invece, ha lo scopo di collegare due viali principali.
Al lato di porta Verona ecco che incontro il piazzale della Caserma d’artiglieria, entro e scopro che sono presenti varie attrattive tutte rigorosamente chiuse e un percorso che porta nuovamente ad osservare il panorama da un’altra angolazione. Mi dirigo verso la località Porto Vecchio e qui trovo un motociclista che si avvicina dopo che ho fatto la photo alla sua moto…
l’ho reso partecipe del mio gesto… ma solo perché se né accorto…. mi consiglia di proseguir lungo la passeggiata situata un poco più avanti e io gli do retta non prima però di esser andata a veder tutti e cinque i Bastioni e dopo aver scoperto la Pista ciclabile che, comunque, passa da Porto vecchio per poter raggiungere Mantova. 



Alla domanda “Dove sei stata in ferie?” ci sono due opzioni che creano reazioni psicologiche differenti: “Sono stata a Peschiera del Garda, Sirmione con una breve visita al Castello in Trentino” è diverso dal dire “Ho fatto due giorni tra Peschiera del Garda, Sirmione e il Castello di Avio”. Perché creare nella mente di un probabile invidioso la certezza che le ferie son limitate a soli due giorni per natura economica?




l Pianoforte è uno strumento musicale a corde percosse mediante martelletti azionati da una tastiera. Questa è solitamente composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do,re,mi,fa,sol,la,si,do. I tasti neri,invece,individuano le alterazioni (note bemolli o diesis).
Le pareti di questa stanza sono circondate da una serie di quadri e di dediche a lui riservate, la maggior parte del mobilio è in legno eccetto la cucina. Questa è estremamente moderna, interamente gialla e ha due lavandini immensi e due lavastoviglie.. e qui la domanda mi sorge spontanea: “ma in quanti partecipano, solitamente, a un ricevimento?”.
A lato due bottiglie speciali in “Limited Edition”; Acqua Panna e S.Pellegrino, per celebrare il grande tenore e l’Opera Italiana in genere. Un’iniziativa per comunicare, attraverso cinquanta milioni di bottiglie distribuite in 120 Paesi, l’Arte, la passione, il talento e lo stile Tipicamente Italiani. Questa iniziativa rientra all’interno di un progetto più ampio. L’azienda, infatti, prevede una collaborazione nel tempo con la Fondazione Luciano Pavarotti fondata dalla Moglie Nicoletta Mantovani.
Il primo; il portasigari, è sconosciuto.. non pensavo potesse esistere un oggetto simile a una cantinetta di vino ma piccola come un portariviste.
Il secondo: L’inimitabile e indistruttibile Nokia, modello preistorico ma con un design a cravatta!!! La firma in rosso in alto a destra rende il pezzo unico nel suo genere.. fantastico a dir poco!

A lato solo uno dei numerosi premi esposti nella casa di Luciano Pavarotti nel corso degli anni, infatti, ha ricevuto un numero straordinario di onorificenze internazionali e un numero altrettanto ragguardevole di premi. Solo all’ultimo piano, però, si può ammirare interamente il suo stile; un moderno arredamento si mischia a travi in legno e dipinti a carboncino.
Luciano aveva anche l’hobby della pittura, e questo passatempo, oltre a rilassarlo, era diventato anche una discreta fonte di guadagno. Le sue tele infatti venivano vendute con buone quotazioni. Notizia che non piacque a una presunta ideatrice di alcuni dei dipinti o, perlomeno, questo è ciò che risulta da 

Frontale all’appartamento si trova la casa gioco della figlia e, nel piano sottostante, un angolo informativo sulla sua passione per i cavalli e l’ippica. Sempre qui è allestita la stanza con i regali ricevuti da altri personaggi tra cui i dipinti sopra descritti e, tra questi, una parete zeppa di frasi e pensieri provenienti dai visitatori di tutto il mondo.
E come non fotografare la bilancia del pesante tenore qual’era ed è tutt’ora, d’altronde aveva gusti un poco saporiti come ho appreso durante















Rimanendo quieta ho invece seguito la folla per ascoltare la guida e le sue informazioni…
i B&b contattati, erano tutti eccessivamente troppo costosi… scendendo lungo la costa son giunta a Castiglioncello che, paradossalmente, ha un B&b discretamente a costo basso sito sulla collinetta posta di fronte alla baia del Quercetano.
Bhe… di fronte è un parolone… una sana passeggiata mi separa dalla baia e i glutei hanno la loro sana attività quotidiana.
In uno di quei giorni in cui ho solo voglia di far Photo (fresca di corso, spesso intenta a provar gli scatti) , eccomi a scoprire un angolo nascosto pieno di scogli un poco fastidiosi ma con la presenza di un accattivante panorama, circondata da buffi personaggi che prendono il sole completamente vestiti. Subito non ci penso di essere in mezzo a possibili vip della televisione, ci rifletto solo dopo aver forse riconosciuto l’amico Staffelli.


Castagneto Carducci un tempo si Chiamava Castagneto Marittimo, a Bolgari è seppellita la Nonna del famoso poeta dei Cipressi e uno degli altri due ha un affascinante cimitero monumentale in cui non sono entrata.













Giungo a Cavriana nel primo pomeriggio dopo aver discusso con il navigatore a causa di Rondò non segnalati (è possibile che siano così cocciuti? ma chi ha insegnato la via ad Olivia? la mia assistente google..), con mio grande stupore scopro che è associato ad “Avio” un comune di Trento dov’è situato un Castello che andrò a visitare nel prossimo futuro. Divertita salvo l’immagine del cartello sul cellulare per poi farlo vedere a mio padre di cui il comune ne ha copiato il nome.









Dopo aver percorso un tunnel illuminato con suggestive candele arriviamo ad una grossa stanza alta e piena di fori che permettevano l’ingresso dell’acqua piovana all’interno di questo immenso contenitore che veniva riempito di neve.
L’acqua piovana formava uno strato di ghiaccio sotto al grosso cumulo di neve che permetteva di conservare tutto fino al mese di Giugno, avevano un grosso freezer naturale che li aiutava durante la stagione invernale.
La torre è assai più interessante; ho sentito suonare una delle quattro campane presenti sulla cima, ho fatto Photo dall’alto a tutta la city castello compreso e ho appreso che i campanari erano soliti suonar le campane con il rischio di essere balzati in alto a metri e metri per poi essere schiacciati al suolo se si impigliavano malauguratamente nelle corde a cui erano aggrappati.
La sala dell’orologio in cui veniva regolata l’ora dall’interno era posta sotto alla stanza delle campane mentre, un poco più sotto, una stanza in cui mi sono soffermata a scattare Photo, mi ero intestardita a volerne fare una artistica quando il gruppo ha proseguito il suo percorso.
Nella prima stanza ecco trovare l’ingresso in cui entravano dall’esterno i campanari e una buca in cui venivano messi i prigionieri, i ladruncoli e coloro che dovevano essere giustiziati perché avevano commesso reati e dovevano scontare la loro pena fino alla morte. 

Anticamente fu costruita dagli Austriaci per creare il loro quartier Generale, fu utilizzata durante una battaglia contro Napoleone e, questo, nel corso del tempo, ha soggiornato in questa dimora, infatti è presente una stanza completamente a li dedicata nelle stanze del Museo archeologico Dell’alto Mantovano.
Il percorso inizia da quelle che furono le cantine; Un grosso torchio e due immense botti riempiono uno spazio ampio e non più utilizzato.
Anche lo scalone è stato costruito in un successivo momento ma… poi… perché raccontarlo? In questo tipo di case accade sempre così…. Perché l’ho voluto inserire nel Racconto? Una postilla così storicamente noiosa? Il perché è molto semplice; mi piace un casino la Photo che ho fatto dello scalone e la vetrata finale riprende la finestra sopra descritta e, ora, posta a lato.
Questa invece la stanza visivamente più decorata, un variopinto di decori e stemmi degni di queste nobili famiglie.













Ovviamente al termine dell’ultimo sito il mio stomaco mi ha comunicato con forza e vigore: “Guai a te se ti metti alla guida prima di riempirmi!!!” , così ho facilmente ceduto, soprattutto perché ho trovato aperta l’unica pizzaria dalla caratteristica porta.
Sulla riva del Mar Morto son riuscita a rimanere solo un’oretta o poco più, un’onda di moscini fastidiosi si depositano sulla pelle ogni qual volta questa è secca e priva d’acqua, siccome nel deserto questo avviene dopo pochissimi minuti dalla doccia, lo sterminio ha avuto inizio quasi immediatamente. Gli sciami son deceduti in modo quasi indolore ma il fastidio è continuato così son tornata in fretta a riprendere il trenino (tre vagoncini trainati da un trattore) per raggiungere la piscina.




