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Tradate e Piacenza

Tradate e Piacenza, due luoghi in un sol giorno

120348150_10215792157510856_3970288886489144930_oEccomi a uscire dalla porta di casa delle persone che mi hanno ospitato durante il mio week end di queste ultime ferie dell’anno 2020 quando, essendo ancora l’alba di primo mattino, il mio pensiero mi ha suggerito; “Ma perché non fermarti comunque a veder luoghi per rientrare poi stasera, a casa, o nel tardo pomeriggio?”. Già pensata come possibilità perché attirata da un Museo nelle vicinanze, ancor più ancorata per l’improvvisa partenza della mia ospitante amica.
Eccomi quindi a Tradate, in provincia di Varese, alla ricerca del museo Fisogni gestito da Guido Fisogni un’ormai pensionato imprenditore che andava a progettare le pompe di benzina nei vari luoghi d’Italia e non. 50 Anni di carriera in cui ha raccolto, restaurato e importato da Londra, America, Germania e Svizzera modelli e gadget dei più curiosi e mai visti.

Museo Fisogni;

Varcando la soglia ho avuto l’impressione di aver già visitato il luogo… forse ci son stata da piccolina? Può essere, mia madre aveva la passione di girare in luoghi differenti. Come ho visto il cartello del Guiness dei primati e i primi cartelli il ricordo mi è balzato in mente e ho iniziato ad esplorare il luogo non come una prima volta ma cercando di portar vivo il ricordo forse sepolto.

Come posso raccontar la storia del museo se è già ben presentata ed illustrata nel sito del signor Fisogni?  Da inesperta posso dire di aver visto cose interessanti dal punto di vista storico, è bello scoprire che esistevano auto alimentate al 48% da Benzina e il resto da Alcool per ridurre il costo delle accise del prezzo del petrolio. E perché han smesso di farle? Mi son chiesta e ho chiesto…. Penso di aver intuito il motivo anche se non espressamente espresso….
Un’altra particolarità storica? I cartelli stradali che pubblicizzano il marchio di benzina presente in una determinata cittadina, tutti i cartelli stradali erano neri (periodo del Fascio) e ricchi di pubblicità.

Tradate;

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Nel 1905 aprì in paese la fabbrica di motociclette Frera, che contribuì allo sviluppo economico del territorio e ad un aumento dell’occupazione, anche di questo c’è un Museo purtroppo chiuso durante il mio passaggio nella City.
Diversamente che dire? E’ ricca di chiese da me ignorate anche se, ho letto, in una è presente un organo e diverse opere di pregio per chi è di fede religiosa. 

E le vie del centro?  Tutte graziosamente ricche di ciottoli sassosi che ne impreziosiscono lo stile. Mi son fermata in un forno alla ricerca della Brioches pizza letta in una recensione…. ho scoperto che non esiste…. che delusione ha avuto il mio palato quando si è dovuto accontentare del classico fagottino non farcito (altrimenti si condisce la borsetta di crema). In questo viaggio non ho però prestato attenzione ad un particolare; Un dolce tipico tradatese sono i Capricci, piccole meringhe…. non le ho assaggiate….. Uffy!!!!

Piacenza;

Dopo aver trascorso più di un’ora al Mc Donald’s di Piacenza per ricaricare le energie mie e del mio cellulare eccomi alla scoperta del parcheggio gratuito, un’immensa area posta tra i Carabinieri e la Questura di Via Beverora. Ormai son le tre passate quindi il tempo per visitar la city è misero e, il lunedì, tutto è chiuso quindi gli interni non rientrano nel mio percorso esplorativo. 
Fortunatamente via Malta è il proseguo della circonvallazione collegata all’autostrada… tutto dritto, impossibile sbagliare quindi il navigatore non mi è servito e ho potuto mantenere intatto il 35% di batteria raggiunto per le Photo.
Poche Photo…. non capisco perché si è azzerato così in fretta… dimenticando Zoommy a casa del cellulare ne ho abusato, mi sa che devo tornar a utilizzar anche il secondo numero se voglio usar anche il navigatore.

La City si presenta a me soleggiata e estremamente calda rispetto agli abiti che indosso, Tradate ha un’altra temperatura ed è così che mi son vestita per la giornata senza prevederne modifiche. Cosa non ho stupidamente percorso? Via XX Settembre (la Strä Dritta), nota per i suoi balconi in ferro battuto, collega piazza Duomo e piazza Cavalli in quanto era uso nel medioevo collegare con una strada dritta il simbolo del potere politico con quello religioso. In alcuni periodi storici era chiamata anche la Strä di Urévas (la Strada degli Orefici) perché vi si trovavano diverse botteghe di oreficeria.
Ma tanto avevo il cellulare scarico…

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Il palazzo venne fatto costruire da Margherita d’Austria nell’area dove era ubicata la Cittadella Viscontea, con lo scopo di erigere una residenza ducale, che fosse luogo di rappresentanza e simbolo della potenza della famiglia Farnese. Fanno parte dei musei civici ospitati all’interno del palazzo diverse collezioni: una sezione medievale comprendente una serie di affreschi provenienti da chiese piacentine, il museo archeologico, ospitato nella cittadella Viscontea che conserva al suo interno il fegato etrusco, una raccolta di armi antiche riunite ai primi dell’ottocento[3], una serie di carrozze donate nel 1948 da Silvestro Brondelli di Brondello, i fasti farnesiani, serie di opere realizzate per celebrare la famiglia Farnese e di cui rimane a Piacenza solo una parte del ciclo, il museo del Risorgimento, la pinacoteca, una serie di sculture e una collezione di vetri e ceramiche.
E IO NON L’HO VISTO!!!! E non sarei nemmeno riuscita ad aver una batteria che tenesse testa a tutte quelle possibili Photo!!!

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L’edificio è stato dedicato a i mutilati e agli invalidi reduci della Grande Guerra. E’un istituto di assistenza, costruito nel 1938, su progetto dell’architetto Alfredo Soressi, come sede della sezione locale dell’ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra), sorta nel 1918. All’interno dell’edificio al piano terra avevano sede gli ambulatori e i locali per la distribuzione dei farmaci, mentre al primo piano hanno sede, dal 1938, gli uffici Sezione piacentina dell’ANMIG.

Che dire? Dovrò tornare anche a Piacenza….

Castello di Avio, Sirmione e Peschiera del Garda

Castello di Avio, Sirmione e Peschiera del Garda… non so decidere qual’è la più bella!

Avio e il suo Castello

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Castello di Avio. Trento

Attratta dal Castello di Avio in provincia di Trento eccomi qui a scoprir le meraviglie del luogo. Lo pensavo un paesello provinciale di poco conto e, invece? Cosa scopro?  Che ha ben sette frazioni e che, nella sua tenuta di San Leonardo, è stata girata nel 2015, “La dama Velata” una serie televisiva.
Già solo il panorama gratifica l’animo e lo porta a respirare la magia della natura con i suoi variopinti profumi, colori e sensazioni, non sono ancora certa se il contorno l’ha fatto il paesaggio o il Castello.
Il sottoponte ferroviario mi ha incuriosito: “Ma io lì ci posso passare con l’auto?” mi son chiesta nel vedere una discesa costeggiar la ferrovia… il dubbio si è un poco placato grazie a un’auto che ha svoltato in quella direzione. D’altronde come far diversamente ad attraversar il fiume Adige? Ora capisco a cosa servono i semafori ai rondò…
Decido di abbandonare l’auto nel parcheggio del paesello dopo aver percorso minuscole stradine in ripida salita. Ma dove mi porti o mio navigatore? Ho pure incontrato il trattore in discesa, praticamente ci mancava la pecorella e poi era una perfetta scena di un probabile film comico!
Castellum Ava è il titolo del libro a lui dedicato, nome di riferimento tratto dalle primissime fonti storiche datate 1053, tutto completamente in sasso, sentieri compresi. Ogni volta che incontro un luogo di questo tipo il mio pensiero va alle calzature dell’epoca Medievale; Robuste suole o stratificazioni callose? Chissà…
Un fiumiciattolo scende dalla vallata e mi accompagna a ritroso lugo il sentiero che conduce al Castello, la prima torre fa da ingresso, ovviamente è presente un’area ristoro, un’altra zona invece è rimasta di proprietà  privata. Dopo aver donato l’intero Rudere al F.A.I. , nel 1977, una certa Castelbarco Emanuela tiene per se la “Torre della Picadora” Luogo dedicato alle impiccagioni dei prigionieri.
KODAK Digital Still CameraDei dipinti nei castelli ne ho visti di migliori, quelli della casa delle guardie sono di epoca sicuramente non artistica, “Troppo piatti” e Poco tridimensionali. Un pelo più carini quelli presenti nel Mastio o, per meglio dire, ciò che è rimasto degli affreschi anticamente dipinti (denominati pittura cortese).
Questa torre è divisa in quattro piani raggiungibili attraverso una scala in legno di epoca recente. Al centro un grosso tubo, di cui non ne ho capito il senso, percorre tutti i piani ad eccezione dell’ultimo, quello con il soffitto a volta denominato “camera dell’amore”. (anche se io, in realtà, di piani ne ho fotografati cinque, sei con la terrazza non visitabile,il primo piano già è rialzato con sotto altra struttura quindi i calcoli non tornano…) Il tutto è contornato da sentieri sassosi sempre in salita.. ottimi percorsi ginnici naturali!
KODAK Digital Still CameraLa leggenda narra che i guerrieri che si erano comportati male in battaglia venissero bendati e fatti girare nella casa delle guardie. Dopo averli storditi ben bene dovevano indicare delle lettere per formare una parola di senso compiuto, altrimenti venivano giustiziati! La principessa che non voleva sposarsi disse al padre che se un principe fosse stato in grado, bendato, di  ricomporre il suo nome con le lettere avrebbe avuto la sua mano! Un’altra leggenda narra che il Re aveva fatto fondere tutto il suo oro per farne uno scudo da lui poi sepolto e mai più ritrovato. Antiche leggende ora tramutate in caccia al tesoro per bambini al castello.

Sirmione

Raggiungo Sirmione nel tardo pomeriggio dopo aver preso possesso del mio B&b  in un paese di facile accesso alle attrazioni del luogo.
“Sirmione, Isola o Penisola?” un quesito che mi balza in testa fin dalla partenza da casa. Sul sito di Garda Turism scopro che è composta dall’isola del centro storico, interna al Castello Scaligero e dalla penisola che unisce questa alla costa nel punto della frazione di Colombare.
In sostanza è sia Isola che Penisola!!!
Purtroppo i siti visitabili sono ancora tutti chiusi, non sono riuscita a vedere nemmeno le grotte di Catullo da lontano perché la zona non è ancora accessibile (Anche se son stata tentata di andar oltre per curiosità). Girovagando tra i pochissimi viali presenti e contornati principalmente da alberghi e prati, assaporo l’odore del temporale che pare iniziare a farsi vivo. L’acqua si agita, il cielo si colora di fulmini e il mio pancino brontola dalla fame!
Mi soffermo a immortalar l’onda mossa dal vento che si è fatto acuto per poi tornar verso il centro e ai suoi negozi alla ricerca di cibo per placare lo stomaco tumultuoso per poi dirigermi tra le soffici lenzuola del B&b!

Peschiera del Garda

KODAK Digital Still CameraAncora assonnata e con in bocca il sapore della Brioches integrale con miele parcheggio l’auto nel cortile di una farmacia chiusa. Pagare i parcheggi???? Giammai!!!! Ci sono maree di cortili vuoti a disposizione, soprattutto di Domenica con un’epidemia da poco terminata!!!
Il mio stomaco ancora brontola così divoro anche la seconda brioches acquistata come spuntino per poi dirigermi verso la Fortezza di Peschiera divenuta nel 2017 patrimonio dell’umanità Unesco.
KODAK Digital Still CameraPorta Verona e Porta Brescia sono i due ingressi delle antiche mura di Cinta, l’origine della city è Celtica e nell’antichità il suo nome era “Arilica”. I canali interni sono stati deviati per permettere una maggior difesa in quanto è una delle quattro città che formavano un antico quadrilatero come sistema difensivo della prima metà del 1800 (Mantova, Verona e Legnago le altre tre).
InShot_20200609_163121508La salutare passeggiata mi ha permesso di visitar tutto senza prendere alcun mezzo, d’altronde è mia abitudine viaggiare in questo modo, solo così si possono scovar angoli nascosti come il “Vicolo del Pescatore” uno stretto passaggio che diviene una stretta porta che, vista dal lato opposto al mio ingresso, pare appartenere ad una proprietà privata ma che, invece, ha lo scopo di collegare due viali principali.
Scendo da Via Marzan per osservare un poco il porto e una curiosa imbarcazione completamente aperta sui due lati, incontro Piazza San Marco con il fiume che attraversa “Ponte dei Voltoni” di cui ho immortalato solo una volta e il paesaggio con la spiegazione dell’antico contesto.
Salgo verso il ponte lasciando alberi di Magnolia alle mie spalle e un immenso edificio storico che costeggia il lungofiume completamente abbandonato e, cercando informazioni sul web, pare essere in vendita!
Dopo aver osservato il paesaggio dal ponte salgo sul monticello alle mie spalle che mi permette di osservar la vallata e i primi bastioni delle mura. KODAK Digital Still CameraAl lato di porta Verona ecco che incontro il piazzale della Caserma d’artiglieria, entro e scopro che sono presenti varie attrattive tutte rigorosamente chiuse e un percorso che porta nuovamente ad osservare il panorama da un’altra angolazione. Mi dirigo verso la località Porto Vecchio e qui trovo un motociclista che si avvicina dopo che ho fatto la photo alla sua moto… KODAK Digital Still Cameral’ho reso partecipe del mio gesto… ma solo perché se né accorto…. mi consiglia di proseguir lungo la passeggiata situata un poco più avanti e io gli do retta non prima però di esser andata a veder tutti e cinque i Bastioni e dopo aver scoperto la Pista ciclabile che, comunque, passa da Porto vecchio per poter raggiungere Mantova.
Nonostante il lungo camminare ho voluto percorrere anche un tratto del lungolago Garibaldi che ho trovato completamente differente rispetto alla precedente camminata, due aspetti estremamente diseguali che racchiudono fascini opposti su un medesimo corso d’acqua.

Ecco concluse la mie ferie 2020.

KODAK Digital Still CameraAlla domanda “Dove sei stata in ferie?” ci sono due opzioni che creano reazioni psicologiche differenti:  “Sono stata a Peschiera del Garda, Sirmione con una breve visita al Castello in Trentino” è diverso dal dire “Ho fatto due giorni tra Peschiera del Garda, Sirmione e il Castello di Avio”. Perché creare nella mente di un probabile invidioso la certezza che le ferie son limitate a soli due giorni per natura economica?
Il sincero lo capisce il più snob rosica perché a tutti capita, prima o poi, di non riuscire a far settimane intere via da casa. E che sia mai…. io ormai ci sono quasi abituata e poi avrò tante cosa da vedere comunque vicino a casa… ne ho già viste tante ma qualcos’altro ci sarà sicuramente che stupirà il mio animo!

Costo delle mie ferie 2020?
41 € B&b
40 € Viaggio e Benzina
7.50€ Visita al castello
7€ Fritto di Pesce in street food
5.70€ Cena a Sirmione
8.50€ Cena prima della partenza + Panfrutto per souvenir
2.40€ Caffè e Acqua
7.30€ Pranzo ad Avio
3.40€ Colazione
Per un totale esatto di €122.80 … peccato non esser riuscita a fare il terzo giorno!!!

Luciano Pavarotti Home

Modena -Dimora dell’artista Pavarotti – 6 Settembre 2017

Durante la visita del 6 Settembre, in memoria della sua morte, la casa è rimasta aperta e di libero accesso ai visitatori. Durante la giornata è stato possibile assistere alle esibizioni canore degli allievi della  Fondazione Luciano Pavarotti

Casa in stile moderno con finiture antiche. Molto Chick!

Pavarotti locandina 1900Il sentiero per arrivare alla casa è un po nascosto e la dimora stessa non ha molti cartelli di indicazione ma possiede un parcheggio/prato nelle immediate vicinanze. L’ultimo piano è fantastico, il lucernario intrecciato alle tavole in legno rende chiaro il locale, il distacco moderno/antico del letto e il soppalco del terzo piano ampliano la stanza rendendola in armoniosa armonia con il piano sottostante, scena intravista da un grazioso balconcino.
Diversamente non ci sono molti oggetti appartenenti a lui, ho visitato case maggiormente ricche di ricordi ma, nonostante ciò, alcuni particolari meritano di essere osservati.

IPavarotti Pianofortel Pianoforte è uno strumento musicale a corde percosse mediante martelletti azionati da una tastiera. Questa è solitamente composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do,re,mi,fa,sol,la,si,do. I tasti neri,invece,individuano le alterazioni (note bemolli o diesis).
La stanza principale contiene, al suo interno, un immenso pianoforte; proprio quello che vedete qui. 

Pavarotti dedicaLe pareti di questa stanza sono circondate da una serie di quadri e di dediche a lui riservate, la maggior parte del mobilio è in legno eccetto la cucina. Questa è estremamente moderna, interamente gialla e ha due lavandini immensi e due lavastoviglie.. e qui la domanda mi sorge spontanea: “ma in quanti partecipano, solitamente, a un ricevimento?”.
L’angolo cottura e la cappa non ve la descrivo, la dovete andare a vedere … in un film di fantascienza non è così maestosamente imponente. 

Pavarotti acqua PannaA lato due bottiglie speciali in “Limited Edition”; Acqua Panna e S.Pellegrino, per celebrare il grande tenore e l’Opera Italiana in genere. Un’iniziativa per comunicare, attraverso cinquanta milioni di bottiglie distribuite in 120 Paesi, l’Arte, la passione, il talento e lo stile Tipicamente Italiani. Questa iniziativa rientra all’interno di un progetto più ampio. L’azienda, infatti, prevede una collaborazione nel tempo con la Fondazione Luciano Pavarotti fondata dalla Moglie Nicoletta Mantovani. 

L’obbiettivo di questa sponsorship sarà quello di continuare a diffondere e mantenere vivo il messaggio di grande generosità intellettuale del tenore. Allo stesso tempo sarà un’occasione per aiutare a sostenere i giovani artisti che vogliono avvicinarsi al mondo dell’Opera. Ad essi verrà data la possibilità di esibirsi in occasioni di pregio in Italia e non.
Il portasigari e il cellulare della Nokia firmato “Pavarotti” mi hanno affascinato. Devo ammettere che sono i due oggetti che hanno maggiormente attirato la mia attenzione per la loro particolarità.

 

Pavarotti PortasigariIl primo; il portasigari, è sconosciuto.. non pensavo potesse esistere un oggetto simile a una cantinetta di vino ma piccola come un portariviste.
Tutto chiuso e rifinito sotto un vetro protettivo per mantenere intatto il dolce ricordo. 

Pavarotti cellulare personalizzatoIl secondo: L’inimitabile e indistruttibile Nokia, modello preistorico ma con un design a cravatta!!! La firma in rosso in alto a destra rende il pezzo unico nel suo genere.. fantastico a dir poco!

Dalla cucina si scende nella cantina reale che di “Cantinetta” ha poco a che vedere…  Due anticamere separano una stanza ricca di bottiglie impolverate di ogni tipologia e dimensione.
Alcuni oggetti sono posizionati in modo artisticamente naturale. Graziosa e di effetto la porta che racchiude tutto il contesto.

Pavarotti quadro disco LondraA lato solo uno dei numerosi premi esposti nella casa di Luciano Pavarotti nel corso degli anni, infatti, ha ricevuto un numero straordinario di onorificenze internazionali e un numero altrettanto ragguardevole di premi. Solo all’ultimo piano, però, si può ammirare interamente il suo stile; un moderno arredamento si mischia a travi in legno e dipinti a carboncino.

Pavarotti quadro 3Luciano aveva anche l’hobby della pittura, e questo passatempo, oltre a rilassarlo, era diventato anche una discreta fonte di guadagno. Le sue tele infatti venivano vendute con buone quotazioni. Notizia che non piacque a una presunta ideatrice di alcuni dei dipinti o, perlomeno, questo è ciò che risulta da questo articolo della Repubblica che indica la notizia:

Secondo il “Los angelesTimes” le opere di Pavarotti altro non sarebbero che copie di quadri dipinti da altri. Almeno questo è quanto afferma Mary Hicks, autrice del libro “Le mie avventure in Europa”, in cui sono riprodotti tre dipinti della stessa Hicks. L’ottantenne signora sostiene che Pavarotti avrebbe copiato questi tre dipinti trasformandoli in quadri intitolati “Venezia”, “Casa Fiorita” e “Parigi”, tutti e tre elogiati dai critici in alcune mostre. 

Fatto sta che questi inseriti non fanno parte dei dipinti dell’artista ma sono un omaggio di altri personaggi veramente molto abili con matita e pennelli.

Pavarotti dediche visitatoriFrontale all’appartamento si trova la casa gioco della figlia e, nel piano sottostante, un angolo informativo sulla sua passione per i cavalli e l’ippica. Sempre qui è allestita la stanza con i regali ricevuti da altri personaggi tra cui i dipinti sopra descritti e, tra questi, una parete zeppa di frasi e pensieri provenienti dai visitatori di tutto il mondo.

Pavarotti a dietaE come non fotografare la bilancia del pesante tenore qual’era ed è tutt’ora, d’altronde aveva gusti un poco saporiti come ho appreso durante questo mio tour tra i negozi storici di Modena.

Salse di Nirano – Fiorano Modenese

Salse di Nirano – Fiorano Modenese

Piccoli vulcani ribollenti che ricoprono il terreno e riversano fango e gas dal cuore della terra, uno dei miei luoghi prediletti per andar a percorrere chilometri di percorso da soli o in compagnia. Per chi ama passeggiare, è un giusto luogo per assaporare la natura in tutte le sue forme.
I vulcanetti sono un fenomeno geologico unico in Italia, proprio per questo tutta la zona è una riserva naturale. Qui, nel cuore degli Appennini, dal cuore della terra erutta fango misto ad idrocarburi, soprattutto metano, e sul terreno si creano queste collinette fangose, alte anche qualche metro, al cui interno ribolle il fango.
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Uno dei luoghi da me preferiti in ogni stagione dell’anno d’estate, a causa dell’eccessivo caldo, preferisco soffermarmi a leggere un libro e a prendere un poco di sole seduta nel legnoso percorso che conducono a sentieri più nascosti e comunque percorribili grazie alle indicazioni presenti nei vari percorsi.
In autunno è ovvio; il tutto si trasforma in una tela di colori variopinti e dalle innumerevoli sfumature. Identica storia per la primavera. L’inverno è gelido, ma se è presente la neve è comunque una magia!

Sassuolo, Castello e Palazzo Ducale

Castello di Montegibbio.

Sul Sito di Montegibbio troverete indicazioni più dettagliate io, al momento, vi posso parlare solo della mia esperienza nella visita. In occasione della Giornata dei I luoghi del Cuore Fai sono entrata nelle stanze del Castello ormai usurate dal tempo e, alcune, non pienamente accessibili perché pericolanti.Tutto l’anno è possibile visitare La Corte e il sottostante “Parco” ma, solo in rare occasioni, le porte vengono aperte per permettere di osservare l’interno e le antiche stanze.
Purtroppo alcune zone non è comunque possibile visitarle e altre, come la terrazza e la stanza adiacente, sono percorribili solo in determinati punti o in gruppi in numero ristretto di individui.
Il mobilio non è sempre presente ma è sistemato solo nelle occasioni di apertura completa al pubblico solo la chiesa rimane integra nella sua struttura.

Palazzo Ducale

Il classico palazzo con le scalinate esterne in ingresso non è una prerogativa di questo contesto essendo ben nascosto e recintato e, purtroppo, tenuto chiuso al pubblico.
Nemmeno la classica residenza estiva con le siepi da giardino ben curate sono una tipicità di questa struttura… la guida è stata attenta a informar tutti che, dov’era presente il parco ducale, un tempo c’era un bosco per dare vigore e importanza alla caccia, il fiumiciattolo che ora è presente era un torrente che si collegava con quelli presenti a Modena per dare importanza al commercio.

Il Parco Ducale.

Peschiera Ducale
Peschiera Ducale – Sassuolo

Anche la Peschiera aveva una sua rilevanza; luogo di giochi e di divertimento, denominata “teatro delle fontane”, presentava un’articolata scenografia ripartita in tre ordini ed ornata da statue, grotte, nicchie, mosaici, stucchi, fontane e balconate per i musici. Sul fondo la Peschiera era chiusa da un’alta quinta a forma di montagna, sormontata dall’aquila simbolo della casata estense.

Piazza con Chiesa
Ingresso Principale del Palazzo

Dall’ex torre divenuta terrazza panoramica non ricordo bene quando, si vede il piazzale di ingresso e la chiesa di San Francesco in Rocca.

 

 

Palazzo ducale affreschi interni, porta dipinta
Numerosi Affreschi dipinti

Nella maggior parte delle stanze sono ancora vistose le pareti decorate, percorrendole mi sono soffermata a immaginarle ricche di arredi. A lato l’immagine della doppia porta, la seconda è stata decorata e dipinta, il palazzo l’ho ormai già visto almeno due volte, tre se considero il periodo in cui erano presenti i quadri recuperati dal terremoto nella bassa Modenese per effettuare il restauro.
L
a curiosità di sapere cosa c’è e cosa c’era negli altri due piani del palazzo è veramente forte… chissà… forse dopo l’imminente restauro potrò soddisfare questa mia curiosità!

Palazzo Ducale Scale
Scale Dipinte

La tentazione di varcare furtivamente la misera cordicella per scendere a curiosare un poco è stata forte…
Abbandonare la guardia per scivolare negli altri due piani scavandone i segreti.. -C’erano anche le prigioni? sicuramente…
-Ci sono i passaggi segreti?
-E i bagni? a parte il truccatoio non ne ho visti… (se non un finto camino adibito a una funzione simile…)
In realtà la zona a piano terra già l’ho visitata quando ha ospitato i quadri delle zone colpite dal terremoto.
Si potevano vedere i danni e il lavoro che dovevano impiegare per togliere fango e ricostruire i pezzi danneggiati dalla rovina.  

Palazzo Ducale Corridoio DipintoRimanendo quieta ho invece seguito la folla per ascoltare la guida e le sue informazioni… Colori marmorizzati prendono il posto di quadri tolti dalle pareti originali…
Certo è che, di pazienza ne dovevano avere parecchia per decorare così tanto…
Ci sono una marea di dipinti che non saprei minimamente descrivere. Posso solo dire di essere rimasta affascinata da alcuni piccoli particolari come questo pezzo di puzzle nella stanza del vento.
Dimenticavo di scrivere che ogni stanza ha una raffigurazione e una rappresentanza differente perciò, come ogni vecchio rudere che si rispetti, le pareti sono decorate a tema.

La stanza di Bacco si differenzia da quella della fortuna; la stanza con gli dei della settimana è piccola e stretta all’opposto, lo stanzone di ingresso è ricco, ampio e dettagliato nei particolari e nei colori…

Da qualche tempo ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, perciò ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità.
Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo…
Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti
illumina il viso fa venire le rughe.
E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano…
– Fare l’amore, spettina.
– Ridere a crepapelle, spettina.
– Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina.
– Toglierti i vestiti, spettina.
– Baciare la persona che ami, spettina.
– Giocare, spettina.
– Cantare fino a restare senza fiato, spettina.
– Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea
– metterti i tacchi alti ti lasciano i capelli irriconoscibili ..

Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati…
Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento più felice della mia
vita.
E’ la legge della vita: sarà sempre più spettinata la donna che scelga il
primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire…
Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile, 
pettinata ed elegante dentro e fuori.
Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, 
compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria…
Ecco la raccomandazione a tutte le donne:
Abbandonati, Mangia le cose più buone, Bacia, Abbraccia, Balla, 
Innamorati, Rilassati, Viaggia, Salta, Vai a dormire tardi, Alzati presto, Corri, Vola, Canta, Fatti bella, Mettiti comoda, Ammira il paesaggio, Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!!

Casa Mussolini – Villa dei Ricordi.

Casa dei ricordi“Il bagno è da rifare!” questo è il commento di un visitatore idraulico di professione… Non solo quello… aggiungo io; i pavimenti del secondo piano sono stati ricoperti di tappeti per coprire alcune zone imbruttite dal tempo, alcune assi non sono proprio sicure e una sistemata sarebbe da progettare..
Il mobilio, invece, è tutto perfettamente conservato; un telegrafo, le moto, le eliche, le vesti, le sale studio, la primissima radio e un quadro con i risultati delle sue votazioni.

casa dei ricordi 2Arrivo tardi a quello che è l’appuntamento con visita guidata, il primo piano è già concluso così raggiungo il gruppo in quelle che erano le camere da letto della famiglia Mussolini.
Alcune cose mi affascinano molto, stanze ricche di ricordi di quella che fu una famiglia ricca di interessi e di cultura.

casa dei ricordi 3La leggenda narra che le vesti del Duce morente vengono riposte nella villa in un successivo momento e, solo allora, è comparso nello specchio l’immagine di Mussolini. Storia già documentata da striscia la notizia e pare siano state fatte sedute spiritiche per confermare la presenza di donna Rachele nella casa.

casa dei ricordi 4Comunque non so che dire.. io di fotografie allo specchio ne ho fatte due e vedo due immagini differenti… Non sarà per caso un effetto di pura illusione suggestiva?


Dubbio arricchito da molti altri fattori….
I proprietari della villa divenuta museo cercano in tutti i modi di far risplendere un luogo con così tanti contenuti storici.
La dubbia verità su quanto appreso dalle guide su una presunta vestaglia pare appartenente a Sophia Loren..
Dubbio confermato dalla disarmonia nelle affermazioni delle due guide stesse a confronto con il servizio visto su you tube; un video che racconta la storia della villa e dei suoi contenuti.
Piccoli trucchi per ridare vita a un luogo che racchiude i ricordi di un pezzo di storia Italiana.
Che ci piaccia o meno non ha importanza, questi sono avvenimenti realmente accaduti, piccoli simboli di una scelta che i nostri avi hanno compiuto. Perché cancellare tutto? Perché infangarle? All’interno della villa, in quello che era il solaio, è stato creato uno studio per consentire agli studenti di visionare i testi originali dell’epoca. Ideale per chi vuole approfondire questo angolo di storia.

Purtroppo questa ideologica teoria è stata spezzata dalla realtà di una scena a cui ho assistito. Il freno tirato a una visita ben descritta da un personaggio che è stato direttamente vicino alla famiglia. La passione con cui racconta i dettagli è travolgente. Un personaggio singolare,, birbantello e un poco “provolone” ma indubbiamente veritiero nei racconti.
Nella villa nessuna traccia di Benito il figlio illegittimo del Duce.. 

Sulle tracce del circo….

Correggio.


circo1Chissà com’è girare per il mondo?
E’ una vita da nomadi o da profeti?
Penso da profeti perché di comodità qui ne vedo.. alcune…
Una delle roulotte è veramente molto caratteristica peccato non aver con me la macchina fotografica e di avere il cellulare ormai scarico…
Questi praticamente “fancazzeggiano” tutto il dì in attesa dello spettacolo finale…
Vorrei conoscere la vecchietta che ho visto nello spettacolo di Fiorano ma, al momento,ho assistito solo ai preparativi e a qualche allenamento tra i curiosi passanti per il parco Urbano del comune. 

Colorno.


circo2Apro gli occhi e vedo che il sole non entra dalla finestra, l’ultimo giorno di apertura piscina è andato perduto.. costume mio… ci vediamo nel 2017.. Nel prepararmi continuo a sbirciare dalla finestra: compare un poco per poi scomparire dietro una nuvola.. così decido di abbandonare definitivamente l’idea della tintarella e decido di partire alla scoperta di Colorno (la penultima tappa del circo Bidon). Arrivo nel piccolo paese in tarda mattinata e quì il sole splende alto nel cielo.
L’unica cosa da visitare a Colorno è la sua Reggia sede dell’ALMO la “scuola di cucina internazionale”.
All’interno c’è un bar riservato a docenti e studenti e un ristorante gestito da loro.
Avrei fatto volentieri da cavia per la preparazione a un qualsiasi esame ma, purtroppo, è domenica…

Questa antiche House sono strutturate tutte in modo simile, o perlomeno questa assomiglia molto a quella vista e visitata a Monza così decido di non attendere la visita guidata ma di dedicarmi a osservare il verde spazio aperto con le classiche fontane e le consuete siepi decorative.

circo5Ovviamente il parco non è solo quello della fotografia .. dietro alle siepi c’è un’area verde purtroppo poco estesa (molte delle zone sono chiuse e recintate). Nella Reggia si trova anche la Biblioteca del paese perciò mi immagino questo pezzo di parco invaso da giovani studenti…

Siccome la giornata è molto calda immagino anche la sottoscritta stesa sull’erba in costume a prendere il sole.. purtroppo ero pronta a trovar le nubi e il mio vestiario non è dei più idonei…
Così continuo a esplorare le zone nascoste e mi ritrovo al confine con la colonia felina del paese ma l’ospite che incontro è un poco diffidente perciò tolgo in fretta il disturbo..
Attraverso la chiesa e, forse, il vecchio manicomio… così abbiamo dedotto io e una conoscente incontrata sul luogo…. Una passeggiata lungo l’argine del fiume poi via… destinazione Zibello!

Ultimo giorno della tappa Zibello 11 Settembre.


Incontro tantissimi cartelli marroni che indicano il percorso dei sapori, al paese stesso c’è l’indicazione di formaggi e salumi tipici.. provo a girare un poco e chiedere informazioni. L’unico locale è un ristorante di fronte alla piazza.. per il resto occorre tornare sulla via principale per trovare capannoni dove vendono specialità tipiche… la domenica tutti chiusi… PECCATO!!!! Un po di Culatello lo avrei acquistato volentieri….

In piazza, di fronte al ristorante, i ragazzi del circo riposano nelle loro roulotte… Faccio alcune fotografie ad alcuni dei loro caratteristici carri e alle immagini inserite nei loro tabelloni..
Quando hanno fatto tappa a Correggio erano situati in un immenso parco molto curato e avevano a disposizione un’ampia zona dove allenarsi e riposare nel verde prato, c’è stata l’occasione di accarezzare il loro cavallo e di vederlo far pipì… cioè.. qualcuno di voi ha mai visto un cavallo far pipì? E’ impressionante… come un tubo rotto fa fuoriuscire acqua non riuscendo a controllare la capacità idrica, così il docile cavalluccio ha aperto i suoi rubinetti al mondo…
A Zibello la bianca criniera non l’ho vista, come ho scritto le roulotte erano sistemate nella piccola piazza e lo spazio ridotto mi ha permesso di entrare nel recinto a curiosare un pò..

Una foto, pochi passi ed ecco che sento il suono di una chitarra provenire dall’interno della roulotte bianca accanto a me..
Penso:”chissà che caldo che hanno tutto il giorno in carrozza”… Non finisco la frase che un rumore mi giunge nelle orecchie:un grosso tubo bianco esce da una delle vecchie carrozze con le ruote… Comodità nonostante il gran girovagare fortunatamente ne hanno…
Sento delle voci… tentenno… scappo via? resto?.. Mi trattengo poi due passi e li saluto; un ragazzo e una ragazza stanno tranquillamente chiacchierando.

Papa a Carpi

100_7832Volevo vederlo atterrare, volevo arrivare prima di lui per aggiungere l’ingresso alla città al video e al mio racconto ma, aimè, il mio navigatore ha perso il GPS e l’informazione avuta sul luogo dell’atterraggio era errata!!!
Giungo comunque alla piazza dopo essermi fermata in coda per la Toilette, in coda ho scambiato due chiacchiere con una signora che mi racconta di essere giunta a Carpi alle 6, di aver atteso due ore per entrare inutilmente.
In piazza, invece, incontro due donne del luogo che mi fanno compagnia nella traversata… purtroppo le ho dovute abbandonare per la mia curiosità… volevo avvicinarmi il più possibile al palco… Sono cosi entrata in un viale al lato della piazza…

100_7850Dopo poco ecco che un particolare attira la mia attenzione: un banchetto allestito per la preparazione della comunione. mi fermo ad osservare il loro operato anche perché non posso più tornare sul percorso da cui sono giunta… La via è riservata a loro per poter portar via tutte le cose e vestirsi con vesti civili.
E qui il prete mi fa fare la comunione… è da una vita che non mi faccio mettere in bocca un’ostia da un parroco… l’ostia è sempre buona e sono riuscita a farmi dare il libricino delle letture chiedendolo al prete alla destra della fotografia!
Quando la folla si è smaltita svuotando la piazza, io sono entrata per visitare il centro del paese, le sedie erano ancora tutte in fila e riempivano la visuale alla chiesa suscitando un lieve sconforto al pensiero del lavoro che è stato fatto per sistemare il tutto.

100_7874Mi avvicino al palco e noto che la folla è ancora riunita attorno ad esso… il papa è ancora presente ed è intento a salutare le persone disabili e le suore di ogni ordine e decoro per poi allontanarsi tra i saluti della folla!
Lasciato sgombro il campo mi fermo ad osservare il “dietro le quinte” delle varie interviste anche per lasciare l’uscita di libero accesso ai disabili e ai loro accompagnatori.
GiornalismoLe persone sono arrivate in piazza alle 4-5 del mattino per mettersi in coda per entrare (spero non sia capitata la stessa sorte anche ai disabili, sarebbe veramente pesante pensarli in questo calvario). Li ho comunque visti emozionati e felici nonostante la loro stanchezza.. 
Alcuni sono saliti sul palco per sedersi dove il papa aveva posato le sue chiappette e i selfy sul trono si sono susseguiti fino al completo sgombero.
I volontari della protezione civile dovevano rimanere a sistemare tutta la piazza fino alle 18 mentre tutta la folla massiccia si è volatilizzata appena la messa è giunta al termine.
In attesa del Pranzo Papale ho visitato Palazzo del Pio, molto bello… devo tornarci in una delle prime domeniche del mese dove l’ingresso è gratuito e vi sono delle visite guidate a tema.

Arpista Irlandese!

LAV Modena – Lega anti vivisezione ha organizzato “Vento d’Irlanda”, due eccellenti arpiste ci hanno intrattenuto con le loro melodie per due orette circa, spettacolo veramente interessante e di grande effetto che avrò modo di mostrarlo a tutti appena la connessione si deciderà a collaborare.

Ma torniamo all’organizzazione della serata…
Certo che potevate fare di meglio, senza far vagare tutti tra un posto e l’altro alla ricerca del proprio nome scritto in un post it giallo dallo stile micro e, alcuni, in corsivo!!!!
Dite la verità; lo avete fatto apposta, per far si che ci conoscessi a vicenda grazie all’entusiasmante caccia al tesoro.
Per la prossima volta vi suggerisco un’altra opzione: anziché mettere i post it sullo schienale metteteli direttamente sotto la sedia così ci vedrete striscianti alla ricerca del cognome e, intanto, vi siamo utili per pulire il Pavimento!!!!
Fossi in voi ci farei un pensierino…

Ho ascoltato volentieri il discorso sulla raccolta di firme che hanno organizzato avendo, io stessa, scritto una petizione per sollevare il problema di alcune zone italiane anche se, su un punto affrontato, sono in netto disappunto.