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Castiglioncello

Un non ricordo di una ormai lontana Vacanza.

Son ormai trascorsi anni da quella affascinante gita e sto cercando di ricordare il mio soggiorno a Castiglioncello dell’ormai lontano 2011 per poter integrare il blog con un’ulteriore viaggio da me effettuato ma di cui, purtroppo, poco ho scritto su questa avventura.
Ricordo che, inizialmente, la mia meta ricercata per festeggiare il diploma da poco acquisito, erano i borghi delle cinque Terre. Haimè però, B&B a Castiglioncelloi B&b contattati, erano tutti eccessivamente troppo costosi… scendendo lungo la costa son giunta a Castiglioncello che, paradossalmente, ha un B&b discretamente a costo basso sito sulla collinetta posta di fronte alla baia del Quercetano.
Baia del QuercetanoBhe… di fronte è un parolone… una sana passeggiata mi separa dalla baia e i glutei hanno la loro sana attività quotidiana.
Vittorio Gassman, nel lontano 1962, scelse Castiglioncello per girare alcune
scene del Film “Il Sorpasso” con Alberto Sordi. In questo luogo sono numerose le ville presumibilmente abitate da personaggi famosi e la mia curiosità si è accentuata ancor di più nell’apprendere che, durante il mio soggiorno, il luogo è altamente popolato da celebrità e che, forse ma non son certa, penso di essermi ritrovata di fronte a Staffelli in costume da bagno con un copricapo alquanto singolare.

Ovviamente i lettini da mare costan sui 25 euro al giorno (e se rammento ancora il prezzo significa che ne son rimasta traumatizzata…), altrettanto ovviamente ho preferito passeggiar lungo il viale dedicato ad Alberto Sordi, in costume da bagno, soffermandomi sul muretto o sugli scogli a pisolar occasionalmente.
Baia Quercetano 4In uno di quei giorni in cui ho solo voglia di far Photo (fresca di corso, spesso intenta a provar gli scatti) , eccomi a scoprire un angolo nascosto pieno di scogli un poco fastidiosi ma con la presenza di un accattivante panorama, circondata da buffi personaggi che prendono il sole completamente vestiti.  Subito non ci penso di essere in mezzo a possibili vip della televisione, ci rifletto solo dopo aver forse riconosciuto l’amico Staffelli.
I personaggi famosi son dunque quasi più tirchi della sottoscritta?

Giro Nell’entroterra; Bolgheri, Sassetta, Castagneto Carducci e Casale Marittimo.

Castagneto Carducci 2Castagneto Carducci un tempo si Chiamava Castagneto Marittimo, a Bolgari è seppellita la Nonna del famoso poeta dei Cipressi e uno degli altri due ha un affascinante cimitero monumentale in cui non sono entrata.
La Via degli Etruschi mi ha accompagnato tra i Borghi e i negozi eran ricchi di Enoteche in uno dei paeselli visitati. Sassetta possiede solo varie sculture in Sasso e Cavo d’albero che fungono a commemorare determinati elementi.

Bolgari.

Cipressi
I Cipressi all’ingresso di Bolgari!

Ecco la poesia che la datata guida turistica sputacchiosa mi ha dato in mano dopo avermi raccontato della presenza del corpo di non ricordo chi (forse la madre o la nonna Lucia, Qui la Poesia del famoso poeta) nel vecchio cimitero della piccola borgata.
In sostanza il Carducci ormai grande, rivedendo i Cipressi sul treno che lo sta riportando a casa, gli tornano in mente i giochi da bambino. Come Nausicaa con Ulisse lo chiamano ma lui resiste perché ormai non è più bambino e perché ne deve raggiungere uno.
Oggi  curerebbero con psicofarmaci colui che parla ai cipressi per dir loro che non può più andar da loro,egli è ormai diventato un uomo famoso, un professore universitario già molto noto come poeta e come scrittore, quindi sottolinea con affetto ai cipressi, definiti nella poesia con un diminutivo “cipresetti miei”, di non essere più quel ragazzino che organizzava adunanze tumultuose che spesso finivano a colpi di sassi, alcuni dei quali colpivano anche i cipressi.
Ma attenzione… i Cipressi gli rispondono, sanno che il poeta non è una celebrità, come egli stesso dichiara, ma un infelice come tutti gli uomini di fronte alle forze libere ed eterne della natura, alla pace, alla felicità, contrapponendo così, la vita semplice e autentica della natura a quella artificiosa e falsa della società, in cui il dolore, la tristezza., appartengono a tutti gli uomini, anche a quelli più felici, perché propri della condizione umana.
Perciò, se mi sentite parlare da sola vuol dire che ho l’animo di un Poeta!!!!  

Sassetta.

Un Tuffo alle Spiagge Bianche .

Il luogo si chiama Rosignano Solvay, qui nel 1913 l’ormai famosa ditta apre la fabbrica di Bicarbonato.. gli scarichi in mare danno, negli anni, questo colore all’acqua e alla sabbia. Le spiagge hanno anima chimica e sono definiti “I Caraibi Toscani” dalla gente del luogo.

Alla Scoperta di Cavriana

Cavriana e AvioGiungo a Cavriana nel primo pomeriggio dopo aver discusso con il navigatore a causa di Rondò non segnalati  (è possibile che siano così cocciuti? ma chi ha insegnato la via ad Olivia? la mia assistente google..), con mio grande stupore scopro che è associato ad “Avio” un comune di Trento dov’è situato un Castello che andrò a visitare nel prossimo futuro. Divertita salvo l’immagine del cartello sul cellulare per poi farlo vedere a mio padre di cui il comune ne ha copiato il nome.

Cavriana Centro - Alto Mantovano
Cunicolo Pedonale adiacente all’unico viale presente nel centro della città.

Mi dirigo immediatamente al’EX Stazione Scatter, sito del F.A.I. che mi ha attirato in questo grazioso paesello, salendo verso “Via Monte Gallo” si raggiunge un sentiero in cui si possono ammirare differenti esemplari di cuccioli teneri teneri, la camminata è breve e piacevole e le poche persone in  coda hanno  allietato l’attesa della guida.
Il mio pancino è ancora vuoto ma, stranamente, non ho fame, mi informo su ciò che potrà diventare il mio pasto-merenda e scopro che devo assolutamente assaggiare il “Dolce di san Biagio”.

Cavriana Bunker
“I Bunker della seconda guerra Mondiale”

Inoltre scopro che “I Bunker della seconda guerra Mondiale” sono visitabili solo previo iscrizione al F.A.I. (vogliono incrementare gli iscritti perché gestiscono un buon numero di Siti e dallo stato ricevono solo il 10% di ciò che utilizzano per essi).
E qui non faccio polemiche altrimenti mi dilungo in modo eccessivo….

Il ragazzo descrive i Bunker come dei lunghi corridoi sotterranei, l’ingresso è piccolo e situato tra l’antico castello e “Villa Mirra” e veniva utilizzato come rifugio durante i bombardamenti della seconda guerra Mondiale, è ancora presente e funzionante la sirena d’allarme.
Purtroppo non l’ho visitato, per protesta non mi sono iscritta al F.A.I. (Ritengo che questi beni non debbano venire gestiti quasi interamente con fondi privati ma che quel 10%debba aumentare per permettere di ampliare la rete dei siti e incentivare le visite).
Entrati all’Ex stazione Scatter inizio a seguire il gruppo per poi perdermi, di tanto in tanto, come sarà per tutte le visite effettuate… i tempi di “Photo” non sempre coincidono con quelli delle visite guidate.

L’Ex Base Nato o Stazione Scatter di Monte Gallo a Cavriana.

Come già scritto è stata l’attrattiva che mi ha condotto a Cavriana durante una delle giornate F.A.I. di Autunno.
L’ingresso è formato dalle classiche strutture di deposito armi, quella della guardia in servizio e, a lato, una più recente costruzione per i carabinieri e militari che soggiornavano a Cavriana, struttura costruita pochi anni prima che venisse a termine l’utilizzo di tutta la struttura.
Praticamente un cimelio vecchio ma “Usato Poco”.

In quest’ultimo edificio tutt’ora ben saldo e poco rovinato sono presenti alcuni particolari assai graziosi e ben conservati nonostante l’inutilizzo nel corso degli anni.
Tre terrazze servivano per avere piena visuale di tutto il territorio in entrambi i lati, la cucina e i forni sono in pieno stato di abbandono nonostante la possente struttura e la sua rilevanza nel corso della guerra Fredda.
Tutto il contesto apparteneva alla Nato ma i soldati Americani non sono mai giunti in questo luogo, solo una ventina di persone presidiavano la zona.

Tanti sono i particolari ancora presenti nonostante la struttura sia stata completamente vuotata dai militari e, successivamente, da sconosciuti che hanno, probabilmente, varcato i confini in modo abusivo.

Stazione Foro
Foro per difesa.

Il mio particolare preferito è quello a lato; un foro nel perimetro di una terrazza (in realtà i fori sono due) che permettevano, in caso di pericolo, di nascondersi tra le mura facendo uscire solo il fucile.
Per la stazione sono presenti progetti di Riqualificazione e riuso, tra cui uno in esposizione dato da un ragazzo del luogo di cui ha realizzato da tutto questo una tesina con il relativo progetto di rinnovo caratteristico su uso moderno e funzionale.

Ma a cosa serviva la stazione Scatter?

Cavriana base nato
Antica Base Nato.

Utilizzata per la trasmissione di informazioni attraverso due parabole a “Cono” situate sul punto più alto della cima e da altre più piccole poste a palo nel medesimo posto.
Quelle più grosse riflettevano le trasmissioni poste a migliaia di km di distanza per poi rifletterle nuovamente, le piccole servivano per i luoghi più vicini.
Insomma… un antico sistema di trasmissione delle informazioni, informazioni estremamente utili in un periodo in cui di queste ne avevano maggior necessità. Informazioni su battaglie, situazioni storiche e comunicazioni importanti in un “tempo” in cui questo era l’unico mezzo di informazione disponibile.
Se saltava una sola frequenza rischiavano di non ricevere dolorosi o preziosi avvertimenti di ciò che era quella realtà.

Tutti gli altri edifici sono composti da mura diroccate ed utilizzate per deposito mal gestito.

Cavriana Pasticceria
Pasticceria con cunicoli sotterranei.

Mi tuffo nella pasticceria “Parolini” pensando di gustarmi il dolce suggeritomi da una co-visitatrice ma… nulla!!! Dolce tristemente terminato già dal mattino…
Mi faccio suggerire cosa più di caratteristico hanno nel banco e mi faccio mettere nel piatto un biscotto cereali e miele, Un dolcetto zabaione e crema e un altro dolce di cui non ricordo bene il nome (non mi è piaciuto molto).

Cavriana il centro
Il Centro di Cavriana

Mi dirigo verso Villa Mirra, purtroppo la fila è lunga così decido di tornare verso il castello per vederlo quando è ancora giorno. Il centro principale di Cavriana è composto da un unico viale preceduto da un parcheggio, lungo la strada si incontra Villa Mirra, le varie attività adiacenti al Comune e, per finire, piazza Europa con la chiesa e un caratteristico passaggio pedonale e stradale a quella che è la città più moderna.

Il Castello.

Cavriana castello panoramica
Panoramica dalla torre.

Purtroppo è stato demolito nel 1770 dagli stessi abitanti per utilizzare il materiale per la costruzione di Villa Mirra, per questo motivo sono presenti solo alcune parti di struttura, si vedono bene i perimetri di quelle che furono le stanze del pian terreno ed è possibile visitare la torre e il deposito per il cibo e le provviste.

Castello3
Particolari

Giungo incuriosita da elementi presenti lungo il perimetro, il sasso crea un effetto “Rusticamente Stravagante” e ne impreziosisce i contorni nonostante le rovine di un perimetro distrutto e abbandonato.
Perché poi distruggere un castello intero per lasciare intatti solo alcuni frammenti? La torre con il campanile ok… ha senso; la cisterna per il cibo forse l’hanno continuata ad utilizzare … ma? Il resto? Pare quasi che siano rimasti dei pezzi inutilizzati… come accade con i mobili dell’Ikea… io ne ho un barattolo pieno che dovevano andare nell’armadio…. accadeva già nei secoli dei secoli….
E’ presente un gruppo con una guida e sento che le colonne erano rivestite con altro materiale, durante il “Saccheggio” hanno lasciato intatto solo lo scheletro della struttura, assieme a una coppia, che scopro essere cliente del centro commerciale in cui lavoro in un successivo momento, mi unisco al gruppo che ci fa visitare la torre e la cisterna per le provviste.

Cavriana Torre cisternaDopo aver percorso un tunnel illuminato con suggestive candele arriviamo ad una grossa stanza alta e piena di fori che permettevano l’ingresso dell’acqua piovana all’interno di questo immenso contenitore che veniva riempito di neve.


Cavriana interno cisternaL’acqua piovana formava uno strato di ghiaccio sotto al grosso cumulo di neve che permetteva di conservare tutto fino al mese di Giugno, avevano un grosso freezer naturale che li aiutava durante la stagione invernale.

Cavriana torre delle campaneLa torre è assai più interessante; ho sentito suonare una delle quattro campane presenti sulla cima, ho fatto Photo dall’alto a tutta la city castello compreso e ho appreso che i campanari erano soliti suonar le campane con il rischio di essere balzati in alto a metri e metri per poi essere schiacciati al suolo se si impigliavano malauguratamente nelle corde a cui erano aggrappati.
CastelloLa sala dell’orologio in cui veniva regolata l’ora dall’interno era posta sotto alla stanza delle campane mentre, un poco più sotto, una stanza in cui mi sono soffermata a scattare Photo, mi ero intestardita a volerne fare una artistica quando il gruppo ha proseguito il suo percorso.
Cercandoli sono scesa e ho aperto la porta, seguendo le voci sono poi risalita e li ho trovati tutti intenti a contemplare l’orologio, perché racconto ciò? Perché non ho chiuso la porta e ci siamo ritrovati più numerosi come gruppo… ho dato il libero accesso incondizionato a giovani studenti… Anche se alcuni sono stati mandati via invitandoli a tornare in un’altra certa occasione.
Cavriana castello pozzo detenutiNella prima stanza ecco trovare l’ingresso in cui entravano dall’esterno i campanari e una buca in cui venivano messi i prigionieri, i ladruncoli e coloro che dovevano essere giustiziati perché avevano commesso reati e dovevano scontare la loro pena fino alla morte. 

Pane integrale preistorico e tavolette enigmatiche a Villa Mirra.

Come raccontato è stata costruita con gli “avanzi” di ciò che fu il castello, ma, tutto sommato, l’intero centro storico è formato dalle antiche mura, i negozi ne hanno la caratteristica e, entrando nei bagni della pasticceria, mi sono resa conto che sono presenti piani inferiori, probabilmente vecchi cunicoli o antiche stanze della servitù (segreti nascosti della city?).
Un importante avvenimento si è svolto nella villa il 24 giugno 1959, primo centenario della battaglia di Solferino e San Martino, quando ospitò il Presidente della Repubblica Francese Generale Charles De Gaulle e il Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi per la colazione ufficiale nel salone al piano nobile.
L’edificio circondato da parco è divenuto proprietà del Comune di Cavriana nel 1976, ospita manifestazioni culturali, convegni e mostre. In un’ala della costruzione è ospitato il Museo archeologico dell’alto mantovano.
NapoleoneAnticamente fu costruita dagli Austriaci per creare il loro quartier Generale, fu utilizzata durante una battaglia contro Napoleone e, questo, nel corso del tempo, ha soggiornato in questa dimora, infatti è presente una stanza completamente a li dedicata nelle stanze del Museo archeologico Dell’alto Mantovano.
In questi anni la villa era di proprietà di famiglie nobili Mantovane per poi passare in mano ai Mirra che, per stravaganza o orgoglio, hanno sradicato lo stemma antico ed originale per far posto al loro Cognome.
Cavriana, villa mirra, bottiIl percorso inizia da quelle che furono le cantine; Un grosso torchio e due immense botti riempiono uno spazio ampio e non più utilizzato.
Nella villa tutto veniva prodotto, la caratteristica principale era che i Mirra fabbricavano ogni cosa come una piccola azienda, un altro esempio è in filatoio presente in una delle stanze del museo Archeologico.
Sono presenti i classici disegni delle ristrutturazioni subite nel corso degli anni, una delle particolarità? una finestra che si apre lungo un corridoio, i Mirra l’hanno lasciata dopo la ristrutturazione, anticamente era tutto aperto, la casa era visibilmente più piccina hanno quindi tenuto intatte le caratteristiche originali.

Villa mirra scaloneAnche lo scalone è stato costruito in un successivo momento ma… poi… perché raccontarlo? In questo tipo di case accade sempre così…. Perché l’ho voluto inserire nel Racconto? Una postilla così storicamente noiosa? Il perché è molto semplice; mi piace un casino la Photo che ho fatto dello scalone e la vetrata finale riprende la finestra sopra descritta e, ora, posta a lato.


Villa Mirra salone convegniQuesta invece la stanza visivamente più decorata, un variopinto di decori e stemmi degni di queste nobili famiglie.
La villa viene ora utilizzata per convegni, feste e questa è la sala di rappresentanza, quella che ora viene utilizzata per questo tipo di occasioni.

 Nel Museo archeologico trovo le tavolette enigmatiche; sassi con segni geometrici che possono combaciare assieme tra loro. Ne è ancora sconosciuta l’utilità ma pare che possano essere stati utili per l’antico commercio tra differenti comunità.

 In recenti scavi del 1983 è stato ritrovato un pezzo di pane… cioè… com’è che è rimasto intatto? è possibile? Senza muffa? E i topi? non hanno sentito l’odore? Non è che era stato seppellito l’anno precedente da un buontempone?
Pare sia integrale e pure cotto al forno!!! Orzo, Frumento, crusca!!!
Per l’occasione di Expo hanno riprodotto la stessa morfologia del pane e inserito nella teca assieme a quello nero (effettivamente i colori sono diversi).

La cena;
Cavriana PizzeriaOvviamente al termine dell’ultimo sito il mio stomaco mi ha comunicato con forza e vigore: “Guai a te se ti metti alla guida prima di riempirmi!!!” , così ho facilmente ceduto, soprattutto perché ho trovato aperta l’unica pizzaria dalla caratteristica porta.
Piccola e graziosa nello stile ma cara nel contenuto, la pizza non è male ma i  prezzi sono un pò alti considerando che viene utilizzato un forno elettrico, sono equivalenti a una pizzeria che conosco e che utilizza il forno a legna.
Vero è che il centro è il centro…..

Kibbutz e mar morto – קיבוץ וים מת

Cos’è un Kibbutz?

Il kibbutz (villaggio collettivistico) è una forma di vita sociale unica al mondo, in cui ogni bene è posseduto dalla collettività dai membri del villaggio.
 
Circa 90 anni fa è stato fondato il primo kibbutz, il nome kibbutz proviene dalla parola ebraica “kvutza” che vuol dire gruppo. Era un’idea rivoluzionaria nella quale una gruppo di persone che volontariamente vivono rispettando un’idea di contratto sociale, basato sull’eguaglianza.
La vita nello kibbutz ritiene che tutte le entrate debbano entrare in un budget che poi verrà diviso tra tutti i membri, questo fatto vuol dire che si può lavorare anche come direttore di una grande azienda privata ma si ricevono gli stessi diritti di un agricoltore e anche lo stesso stipendio, e la somma che viene guadagnata viene suddivisa tra I diversi membri che guadagnano di meno.

Raggiungo il Kibbutz, trattasi di un’Oasi tipo una via di mezzo tra un’hotel e un campeggio con i boungalow, le stanze sono luoghi chiusi con aria condizionata e frigorifero e non sono in materiale fragile ma in cemento , il corridoio è piena natura con i cartelli stradali per indicare il numero delle stanze. Internamente un vastissimo giardino botanico, una piscina e una spa. Poco distante e compreso di un ingresso del biglietto omaggio, una spa con piscine al chiuso, all’aperto, i fanghi, il massaggio e l’accesso al treno per arrivare a pucciare i piedi nel mar morto.
100_3005 Sulla riva del Mar Morto son riuscita a rimanere solo un’oretta o poco più, un’onda di moscini fastidiosi si depositano sulla pelle ogni qual volta questa è secca e priva d’acqua, siccome nel deserto questo avviene dopo pochissimi minuti dalla doccia, lo sterminio ha avuto inizio quasi immediatamente. Gli sciami son deceduti in modo quasi indolore ma il fastidio è continuato così son tornata in fretta a riprendere il trenino (tre vagoncini trainati da un trattore) per raggiungere la piscina.
Il sentiero gommato mi ha permesso di sedermi in mezzo alla piscina per osservare la situazione ed assentarmi per prendere una tintarella silenziosa, un gruppo di ragazzi gioca al mio fianco, altri due sono intenti a chiacchierare, uno di questi ha una lattina di birra in mano e il corpo in acqua… al sole… all’estero non è pericoloso? Pare un tedesco… ci sarà abituato? E’ usuale da loro? Poi arriva lei; la signora Coccinella che si accovaccia sul mio braccio, stavo per cacciarla credendola un moscerino ma per fortuna il mio sguardo è stato più veloce della mia mano e l’ho lasciata libera di gironzolare indisturbata sul mio corpo. Ma dov’è? non la vedo più. Una rapida occhiata e la vedo sgambettare affannata perché è caduta in acqua, salva solo perché non ho più sentito il suo sgambettare sul braccio, così la riposiziono e continuo a gustarmi la tintarella. Non sento più lo sgambettio… Sarà ora volata via? No… eccola di nuovo ad annaffiarsi in acqua… senti coccinella o impari a nuotare o a volare più lontano del bordo piscina… Deceduta? no, l’ho portata a riva anche se un’oretta dopo ho visto una ragazza portar qualcosa a riva per posarla delicatamente sul bordo vasca… e qui mi chiedo; chissà se è ancora viva? dovevo portarla a casa… Attorno all’hotel, oltre alle stanze, al ristorante e al parco Botanico con le piante classificate e identificate, il proseguo del kibbuts (trattasi di antiche forme di città collettive nate nel 1909) è caratterizzato dalle abitazioni dei residenti e delle proprie famiglie, come ogni civiltà ha una scuola, un market e un’assistenza sanitaria. Solo le strade e i veicoli sono buffi a causa delle loro ridotte dimensioni. Un sogno di posto che abbiamo vissuto in pieno relax anche senza accendere l’aria condizionata! Sempre nel deserto ma non interni al Kibbutz si possono vedere gli accampamenti dei Beduini (Badawi, abitatore del deserto, è il nome corretto) .Una popolazione anarchica che un tempo viveva da fuorilegge, spostandosi nel deserto in piena libertà, fiera e passionale; l’estremismo del deserto sembra essersi trasferito nell’anima dei badawi, generosi fino all’eccesso, disposti ad uccidere l’ultimo animale rimasto per rendere onore alla tradizione dell’ospitalità, sensuali e fieri della propria virilità, audaci e sprezzanti della morte, pronti a morire per la propria donna ma disposti a punirla con violenza se si scoprono traditi, guerrieri spietati. L’ira li può cogliere all’improvviso ma se appagati sopportano fino al sacrificio. Generosità e astuzia convivono nel loro cuore senza conflitto, come doni e risorse da utilizzare seguendo il destino delle cose che accadono. Non propensi a cedere alle modernità che la vita può loro offrire perché radicati visceralmente alle loro tradizioni più antiche.

Masada (o Massada, o in ebraico Metzada מצדה)

Arriviamo in Bus al luogo che descriverò più tardi, ho lasciato la mia compagna di viaggio per proseguire fino al “Masada” per esplorarne la vetta. Trattasi di una montagna nel deserto del Negev su cui sorgeva una città circondata da Mura. Ovviamente chi può distruggere una simile maestosità? Il popolo romano, accampato poco lontano, cerca di varcare uno spiraglio di ingresso riuscendo nell’intento in una sera ormai tarda per assalire la popolazione. Il giorno successivo entrano e trovano tutti deceduti (in realtà quasi perché pochi sopravvissuti sono rimasti), durante la notte sono stati scelti 10 uomini per uccidere tutti, di questi 1 avrebbe ucciso i restanti 9 per poi suicidarsi. Perché arrivare alla morte? Perché i Romani rubavano, assediavano e rendevano in schiavitù le popolazioni conquistate. Questo è un riassunto brevissimo rispetto a tutto il lungimirante racconto visto su internet e pienamente illustrato da Alberto Angela in modo chiaro e conciso. Ora son però rimasti un mucchio di sassi a tratti ben composte e sorrette tra loro, un grande piazzale simile alla pietra di Bismantova che si trova nelle montagne Reggiane, un percorso che indica eccellentemente ciò che c’era in quel luogo come il palazzo grande, il più piccino, la Cisterna… E’ possibile salire in due modi differenti, ovviamente ho scelto la più comoda; la Funicolare, però sarebbe stata spiritualmente introspettiva una camminata lungo il sentiero del serpente, indubbiamente meglio è assaporarla all’alba, quando il sole non accalda troppo le tempie e la visuale dell’alba sul mar morto permette di creare un’alternanza di cronologie cromatiche degne di un’artista fotografico! A sole alto, invece, la sabbia è più acre e accesa, son riuscita a bere due litri d’acqua in due ore, non oso pensare coloro che lavorano in pieno deserto come fanno a non morire… ho chiesto alla mia compagna di viaggio, da archeologa in pensione ricorda ore in cui beveva 2 litri anche senza sosta anche perché i pesi da portare erano abbondanti (non avevano tutte le odierne attrezzature) e il cercare reperti implica un tempo e una pazienza non consoni al calore che il sole può emanare in determinati orari

un tuffo nella romagna

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Leggi anche; “Ma quanta Posidonia – Spiaggia Rimini

Tre giorni tra Rimini – Imola – Forlì
-Sole e spiaggia il primo giorno;
-Passeggiata esplorativa di Imola il secondo;
-Tour di musei il terzo.
Una delle mie prime mete è l’ufficio informazione turistica di Imola per prendere possesso della cartina della Città e del libricino con la storia, i sapori, gli eventi e tutto ciò che la natura e lo sport offre in questa città.
OPS!!!! leggendo il libriccino mi accorgo che manca un luogo da me visitato e che è una meraviglia: “la biblioteca comunale!

La Biblioteca comunale di Imola.

rimini2Un lungo corridoio con archi e antichi strumenti ti accoglie in ingresso; le stanze sono tutte fotogeniche e godono di semplicità e stile.
Dopo aver chiuso i miei averi dentro a un armadietto mi dirigo a visitare il tutto.
Cosa scopro?
che, oltre a libri e CD pronti per essere noleggiati, sono presenti salette (a lato) dedicate alla visione dei film, scopro che le sale di lettura sono varie, vaste e alcune veramente variopinte, che hanno un’aula magna fantastica e che sono in possesso di circa 150000 libri tra nuovi e antichi.

Una lunga e grande sala antecede una graziosa immagine impressa sul muro e il grande scalone che permette, a tutti i visitatori, di arrivare al piano superiore di quello che fu un convento Francescano.
L’antico palazzo è ricco di decori, di volte, di immagini e di mobili particolari e singolari come, ad esempio, un’antico espositore, un singolare tavolino con poltroncina che somiglia a un’asse da stiro e un insolito oggetto che ha attirato la mia attenzione!!!

rimini5Dovete sapere che le stanze del secondo piano sono “a tema”, ogni stanza ha un argomento che ne racchiude i testi corrispondenti.
In una di queste sale, su ogni tavolo, noto questi singolari oggetti… chiedo incuriosita e quasi sicura del fatto che si trattassero di leggii o cose simili…
Invece? cosa scopro? che sono stata attirata da lampade nemmeno del tutto funzionanti…

Poi sono entrata in Aula Magna… FANTASTICA!!! Dovete assolutamente andare a vederla…
Libri alti e libri piccoli in sintonia di altezza, larghezza e colori. Pare quasi che i volumi siano in completa armonia con tutto il decoro della stanza.
Questa illusione ottica è data dalle librerie che sono tutte incastonate all’interno del muro anche nelle zone tonde degli angoli della stanza.

rimini7Sono anche riuscita a vedere una delle mie delizie in questi luoghi: “La porta segreta” : questa, nello specifico, conteneva monete antiche che, per ovvie ragioni, ora si trovano custodite in un posto sicuro

Palazzo Tozzoni

rimini8Quando sono arrivata nella stanza dei cimeli della famiglia Tozzoni ho avuto quasi una sensazione di mancamento, gli arredi sono molto cupi e pesanti, le tende e la notevole quantità di quadri appesantiscono le stanze creando un ambiente quasi spettrale.
Ero sola a visitare il palazzo e questo ha reso il tutto maggiormente angosciante.
Però è bello, ne vale veramente la pena e la storia del palazzo è veramente singolare..

Appena sono arrivata suono il citofono, una voce angosciata mi risponde dicendo: “io sono un inquilino, lei deve telefonare al comune”. Solo più tardi scopro che l’ultimo discendente della famiglia Tozzoni ha donato tutto al comune con la postilla che tutti i residenti nelle abitazioni della servitù non venissero mandati via… BENE!!! Ho citofonato all’unico superstite… Sempre io!!!!

rimini9Quasi timorosa vago tra i cimeli della famiglia cercando di portare rispetto per tutti quegli oggetti carichi di significato simbolico e sentimentale.
Nell’ultima stanza si trovano i ricordi personali della famiglia, particolari di quotidianità, libri, quadretti in miniatura, portafogli, menu per i pranzi ma una delle cose mai viste è il progetto di dove dovevano sedere gli ospiti a tavola.

La Rocca Sforzesca.

rimini10Bella e con esposizioni di armi, spade, antichi fucili. In estate viene proiettato il cinema sotto le stelle. Anche se non sono del luogo ho preso il programma che ho trovato singolare e con i film scelti ricercati e non tutti usuali.
Mi ritrovo sola, di fronte a me un’armatura. La famiglia che sta facendo il giro con me è intenta ad osservar altro nella stanza a fianco… Quanto pesa un’armatura? Il polso si snoda? Così ne ho toccato la mano facendo oscillare l’intero supporto… nulla è caduto, fortunatamente!!!

Appunti dal web

DEODORANTE IN CREMA

Un’ottima soluzione questaCrema deodorante del deodorante in crema, dalle innumerevoli proprietà, vediamone alcune :

BURRO DI CACAO: proprietà disintossicanti e stimolanti, dona elasticità nutrendo la pelle, ricco di VITAMINA E.

OLIO GIRASOLE: ricco di sostanze antiossidanti

OLIO EXTRAVERGINE : antiossidante, protegge dai radicali liberi, azione lenitiva, ottima per arrossamenti e irritazioni

LAVANDA: disinfiammante, toglie le irritazioni, calmante, rilassante

Queste indicate solo alcune delle proprietà di questo ottimo deodorante cremino, l’amido di mais assorbe gli odori, inoltre è facile e veloce la preparazione.

Avevamo già visto 3 ricette per fare i deodoranti in casa, se ti sei persa qualcosaCLICCA QUI 

INGREDIENTI PER 2 VASETTI COME VEDETE IN FOTOGRAFIA, DA GR 50 L’UNO:

  • gr 7  burro di cacao
  • gr 20 oleolito vedi QUI come farlo
  • gr 40 bicarbonato
  • gr 20 amido di mais, oppure fecola di patate
  • 10 gocce di olio essenziale di lavanda

PREPARAZIONE;

  1. in un pentolino con acqua fate sciogliere a bagnomaria il burro di cacao
  2. quando è ben sciolto togliete dal fuoco aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate molto molto bene, i grumi poi spariranno nel continuo mescolare
  3. mettete il tutto in uno o due vasetti lavati e se volete anche sterilizzati
  4. lasciate raffreddare, ora è già pronto all’uso.

Dal Sito: http://www.naturalmentestefy.it

Liberare gli scarichi in modo naturale.

1) Sale e bicarbonato

Ecco uno dei rimedi più semplici a cui ricorrere in caso di scarichi domestici ingorgati, che ci viene ricordato sul nostro Forum. Per risolvere il problema, versate sopra lo scarico 4 cucchiai di sale grosso e 4 cucchiai di bicarbonato di sodio e fate seguire da una pentola di acqua bollente o comunque molto calda.

2) Acqua calda e stura lavandini

Se non avete in casa nessun ingrediente che potrebbe aiutarvi a sgorgare gli scarichi, non dimenticate il vecchio stura lavandini. Si tratta di uno dei mezzi più utilizzati anche dagli idraulici per risolvere gli ingorghi meno problematici. Insistete facendo pressione con lo stura lavandini e provate a versare a poco a poco dell’acqua molto calda, per smuovere l’ingorgo. Per riuscire a sbloccare l’ingorgo nello scarico di un lavandino, potrebbe esservi utile ricorrere ad un bastoncino metallico (gli idraulici usano, ad esempio, spirali metalliche). Provate con del fil di ferro o con un ferro per il lavoro a maglia.

 

 

3) Bicarbonato e aceto

Il bicarbonato e l’aceto, quando vengono abbinati, creano una reazione chimica che può favorire lo sblocco degli ingorghi nelle tubature. Se il problema fatica a risolversi ai primi tentativi, versate senza problemi anche un intero bicchiere di bicarbonato e almeno mezzo litro di aceto nello scarico. Fate seguire il tutto da un litro di acqua calda e attendete. Se il problema non dovesse risolversi subito, riprovate dopo un po’, magari aiutandovi anche con mezzi meccanici.

4) Detersivo per i piatti

Si tratta di un rimedio valido soprattutto per lo scarico del lavello della cucina. Le tubature infatti possono intasarsi facilmente a causa di residui di cibo, grasso e sporco provenienti dal lavaggio dei piatti. Il detersivo potrebbe dunque essere utile per sbloccare la situazione. Utilizzando un detersivo per piatti ecologico, limiterete l’inquinamento. Versatene mezzo bicchiere nello scarico e lasciate agire il più possibile in modo che l’ingorgo possa smuoversi o sciogliersi. Poi provate a versare dell’acqua calda a poco a poco per facilitare l’operazione.

5) Shampoo e bagnoschiuma

Se invece il problema degli scarichi bloccati dovesse riguardare il bagno, provate a servirvi di ciò che avrete a portata di mano più facilmente, cioè shampoo e bagnoschiuma. Se sarete fuori casa tutto il giorno, o se il problema si verifica durante la notte, provate a versare mezzo bicchiere di shampoo o bagnoschiuma negli scarichi e a lasciare agire il più possibile. Al ritorno, completate versando acqua bollente per verificare l’efficacia del rimedio. Nel caso di alcuni ingorghi, la soluzione migliore è l’attesa, che potrebbe anche essere breve.

6) Bibite gassate

Le bibite gassate non sono di certo salutari, ma possono essere utili per sgorgare gli scarichi domestici, soprattutto nel caso del WC, in assenza di altri rimedi e se non avete tempo di attendere a lungo. Le più comuni bibite gassate sono così potenti da riuscire a liberare anche gli scarichi intasati dagli ingorghi più difficili in pochi minuti. Provate per credere, versandole negli scarichi in caso di emergenza.

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7) Soda da bucato

Per liberare gli scarichi, ma anche per prevenire la formazione degli ingorghi, potete ricorrere alla soda da bucato (meglio nota come Soda Solvay). Non si tratta di soda caustica (idrossido di sodio) ma di un prodotto ecologico in polvere per la pulizia della casa (carbonato di sodio), facilmente reperibile tra gli scaffali del supermercato accanto ai detersivi per la lavatrice. Versatene almeno 4 cucchiai – a seconda dell’ingorgo – nello scarico e fate seguire da un litro di acqua bollente.

8) Acido citrico e bicarbonato

Con acido citrico e bicarbonato otterrete una reazione simile a quella tra l’aceto e il bicarbonato per quanto riguarda l’effetto di sblocco degli ingorghi. Versate negli scarichi mezzo bicchiere di acido citrico, fate seguire da mezzo bicchiere di bicarbonato e da un litro d’acqua calda. Attendete con pazienza che il rimedio agisca.

LEGGI anche: Acido citrico: 10 modi per utilizzarlo in casa e dove trovarlo

9) Acqua calda, sale e aceto

Ecco un’altra soluzione che prevede ingredienti sempre presenti in cucina. Vi occorreranno 500 millilitri di aceto di vino bianco, 1 litro d’acqua e 5 cucchiai di sale grosso. Riscaldate l’aceto in un pentolino e l’acqua in una pentola a parte. Versate il sale grosso nell’acqua e mescolate. Poi occupatevi degli scarichi utilizzando prima l’aceto e poi l’acqua bollente salata e attendete.

10) Soda caustica

Ricorrete alla soda caustica (idrossido di sodio, la stessa soda che si utilizza per fare il sapone in casa) soltanto se il problema è molto grave e se i rimedi precedenti non hanno funzionato, oppure se è l’unico ingrediente utile che avete a portata di mano, al di fuori dei classici prodotti per gli scarichi. Non dimenticate le precauzioni: indossate dei guanti, non toccate mai la soda con le mani, se potete proteggete gli occhi con una mascherina o con degli occhiali. Versate due cucchiai di soda lungo i tubi di scarico, fate seguire da acqua bollente, allontanatevi e lasciate agire. 

Dal sito: www.greenme.it

Curiosologa

Curiosologa?
Che buffa espressione… un poco mi vergogno del nomignolo che mi sono scherzosamente attribuita nel momento in cui mi sono resa conto che tutto il mio blog è un misto di argomenti indistintamente mescolati come un minestrone di fiori disposti a caso, un caso che si chiama quotidianità e avvenimenti. E’ da questi elementi che nascono i post come boccioli di fantasia.

Tutto ha inizio da un’antico diario ormai chiuso in cui sfogo i pensieri giornalieri come un pugile fa con il suo sacco… ora il tutto è divenuto un poco più serio e i post sono meno rozzi ma con meno fantasia rispetto al tempo passato… cercherò di equilibrarne gli scritti.

Ma non mancano racconti con più spiccata fantasia perché inventati dalla sottoscritta in svariate occasioni;

Senza dimenticare la sezione “Bufale e giornalismo” nata per avere un luogo in cui inserire le mie prove giornalistiche.
Ma poi? Perché continuare ad inserire le etichette dal blog al sito e dal sito al blog? Sarò forse “Fuori di testa”?
Lo scopo è semplice; voglio ordinare gli inummerevoli post che son disposti ormai alla rinfusa dando loro un ordine definito trasportandoli nelle pagine di questo sito/blog e misto blog/sito.

Ovviamente si trova la pagina dedicata ai miei viaggi e alle osservazioni su ciò che ho incontrato lungo il percorso… ma questo è ormai roba vecchia… non sono una travel blogger ma racconto le impressioni e le emozioni trasformando il viaggio in un racconto descrittivo comprensivo di photo da me scattate.

Buona lettura!

AViS e altre associazioni….

Plasma Sanguineo;

Eccomi giunta alla mia trentunesima donazione… considerando che posso donare almeno per venti anni, considerando una media bassissima di 1 donazione all’anno (anche se, in alcuni periodi saranno maggiori) posso affermare che supererò le cinquanta donazioni entro la pensione!!!
Una volta deceduta tutti i miei organi sono già iscritti per il riuso e una sana cremazione mi attende a riposo sotto un salice piagente ai piedi di un lago disperso nel bosco…
E dopo questo testamento on line continuo con il post che ho nella mente…

Ma poi? Cos’è il Plasma?

l plasma sanguigno è una componente del sangue. È il liquido in cui sono sospese le cellule sanguigne. Il plasma contiene proteine, nutrienti, prodotti del metabolismo, ormoni e elettroliti inorganici.Il plasma ha un colore giallo paglierino; È composto principalmente da acqua (92%), proteine (8%) e sali minerali. Serve come mezzo di trasporto per il glucosio, i lipidi, ormoni, i prodotti del metabolismo, anidride carbonica ed ossigeno. La capacità di trasporto dell’ossigeno è relativamente bassa comparata a quella dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi; può essere aumentata in condizioni iperbariche. È il mezzo di immagazzinamento e trasporto dei fattori di coagulazione, quali la fibrina, e il suo contenuto di proteine è necessario per mantenere la pressione osmotica del sangue.

Come viene utilizzato il plasma?
Ne beneficiano i grandi ustionati, gli emofilici, i pazienti che soffrono di disturbi della coagulazione o di deficit immunitari gravi, di malattie neurologiche ed epatiche.
Il plasma può essere utilizzato in due forme, quella destinata all’uso clinico o sotto forma di prodotti farmaceutici dopo frazionamento da parte dell’industria. 
Qual’è la differenza tra Plasma e Sangue?
Il sangue è un il tessuto biologicamente attivo che ha il compito principale di trasportare le sostante in ogni angolo del nostro corpo.
Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue, grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare.

Quali e quante sono i tipi di donazione?
Donare il sangue è importante. Non tutti però possiedono i requisiti. Nel link le differenti tipologie di donazione esistenti; Donazione di sangue interoPlasmaferesi Piastrinoaferesi, nonché le condizioni base di un buon donatore.

A chi serve la donazione di piastrine?
Le piastrine sono di importanza vitale soprattutto per i pazienti oncologici, in caso di grandi emorragie e per i pazienti con disturbi di coagulazione del sangue.

La scelta per il 5×1000 all’Avis?
NO!!! Ho da pochi anni modificato la destinazione del mio contributo fiscale;

Curiosologa al Supermercato

impossibile non condividerne il pensiero!!!

“Non sono anticupcake, ritengo però che il nutrimento sia la prima fonte di salute, prima ancora delle medicine e dei medici, per stare bene è importante mangiare cose buone e sane e se conosco quello che sto mangiando faccio bene al mio corpo. Se mangio cupacake ingerisco tanto zucchero che è dannosissimo e non va bene.”
Ma, a volte, per il cervello si, fa bene anche lo zucchero… per questo è giusto equilibrare, ma questo è un’argomento che parlo nella scheda “Risparmio e alimentazione” questo è un’articolo curiosamente dedicato alle attività commerciali; dai centri  con le piazze, dal cioccolato al liquore al pistacchio… tutto controllando i prezzi e risaltando le qualità o decadendo in errori speculatori drasticamente criticati.
Dalla qualità di taluni articoli 
Alla curiosità su altri.
Dalla gratuita pubblicità della fantastica, economica e ecologica coppetta
Alle ricerche da mission impossible
Al turismo commerciale tra i viali.
Solo un piccolo assaggio di ciò che si può trovare sul blog principale nella categoria con questa tematica ma, mi raccomando, aggiornate sempre la pagina perché questa sezione è una di quelle che riempio con più frequenza!!!
Ma come sono divenuta così celebralmente malata?  Innanzitutto lavoro in un centro commerciale e la scuola più significativa l’ho avuta da alcuni clienti e colleghi poi la deformazione professionale ha fatto il resto….Tutto ha inizio con il classico obbligato risparmio, la lotta tra un equilibrio spese/stipendio penso sia un peso per tantissime famiglie Italiane. Tra spesa, affitto e bollette il mio iniziale stipendio part time era ridotto ad un’osso rosicchiato, sicuramente questo libro può essere utile per chi vuole iniziare a destreggiarsi per fare economia (e vi assicuro che ci si riesce… con estrema fatica si può).

Di seguito è possibile scaricare un file che mi è stato molto utile per mantenere in equilibrio la contabilità casalinga di quel periodo;

Ricordo che avevo (io e mio fratello) due gatti da cui non ci siamo voluti separare nonostante le ristrettezze, lui ha trovato lavoro dopo due mesetti nei quali i poveri felini si son dovuti accontentare di ogni ristrettezza ma, alla fine, ho ceduto io con carne economica ma non cestinata … daltronde i gatti son così, se non garba al loro palato il cestino è assicurato!

Cosa dice la legge al riguardo degli animali all’interno dei centri commerciali?