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La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale – talora immaginario – che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. Verso l’altro, l’altrove, l’oltre. E alla fine del viaggio ritroviamo sempre noi stessi, o un frammento di noi stessi.

Marebello di Rimini, due giorni a meno di 57 euro.

Settembre 2021

Sul treno Regionale che m’ha portato a Rimini inizialmente mi son seduta nel seggiolino che si abbassa inserito vicino alle porte d’ingresso e d’uscita per poi ritrovarmi ad occupar una poltroncina non appena il flusso è sceso a Bologna. Bologna, qui i treni si vuotano ma si riempiono immediatamente ed ecco arrivar una coppia sulla trentina con valige annesse e posizionate nelle apposite griglie.

Avevo già preso posto nel più comodo schienale quando i due si avvicinano, lei si siede a un posto dopo il mio (seggiolino a tre posto per il lungo) e lui? ovviamente in mezzo abbassandosi la mascherina e continuando a sorseggiare la sua bevanda come se nulla fosse. 
I bendistinti han tutti la faccia da vaccinati… ed eccomi ad alzarmi e tornar sul mio seggiolino pieghevole appena abbandonato senza fiatare per poi sedermi nuovamente di fronte a loro non appena il posto sè liberato. L’ho fulminato con lo sguardo, l’ha capito il troglodita benvestito e un poco succube della giovincella che lo accompagna e che sbaglia le parole crociate ma non è lei che sbaglia…. Che gente!!

Arrivata a Rimini chiedo informazioni per prendere il sottopasso che mi porterà al mare a un giovanotto con addosso la mascherina di Jocker e, pian piano a piedi (lo avrei fatto comunque anche se potevo prendere il bus) eccomi avanzare verso quello che è parco a Federico Fellini dedicato.
Immediatamente m’imbatto nella fontana dei Quattro Cavalli realizzata dallo scultore Riminese Filogenio Fabbri ed è la seconda opera all’interno del parco, la prima è un macchina fotografica gigante realizzata da un Riminese.

Elio Guerra la realizzò assieme ad alcuni amici a riproduzione della Ferrania Gallilea che era in voga all’epoca. Guerra, in maniera più o meno consapevole, anticipava la Pop Art degli anni 60 proseguendo le architetture tautologiche, tipiche in riviera, delle colonie a forma di nave, dei lampioni a forma di cono gelato, dei bar a fungo o ad ombrellone.Divenne uno degli oggetti più fotografati di Rimini./ turisti le si mettevano in posa davanti,non cera fotografo ed artista che passando di li non la riprendesse.Nel tempo cambiarono le sue funzioni, da negozio di materiali fotografici a punto informativo turistico.

Una parte del parco pubblico è di proprietà del Grand Hotel divenuto famoso per i film di Fellini che hanno reso Rimini “Una dimensione Mitica” la terra in cui si desidera tornare, attorno ai suoi luoghi ha costruito un’idea universale della bellezza nell’epoca in cui il simbolo dei desideri proibiti, della ricchezza, del lusso e dello sfarzo ne facevano da padroni. 

Poco distante il molo, anche lui racchiude monumenti di spessore come “Eye Love Rimini“, l’ancora della memoria dei caduti al Mare e il porto. Presente ‘Una biblioteca di pietra’ dell’artista riminese, ma fiumano di nascita, Vittorio D’Augusta, posizionato sulla scogliera del porto di Rimini.
Il monumento è dedicato in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, inaugurato il 10 febbraio 2014 in occasione della Giornata del Ricordo. Il monumento e’ costituito da un leggio riportante una targa commemorativa e da 30 targhette poste sui sassi che delimitano il camminamento della nuova scogliera, in cui sono incisi i nomi di scrittori e intellettuali di quelle terre di confine e di una loro opera.


Lungo quella che è per i Riminesi una consueta passeggiata , biciclettata o luogo di attività sportiva in ogni stagione dell’anno si trova un locale su palafitte, la scogliera in cui è presente la “Biblioteca di Pietra” e la statua dedicata alle mogli dei pescatori.“La Sposa del Marinaio” realizzata dallo scultore Umberto Corsucci da un’idea di Giancarlo Cevoli. Un’opera che segna l’inscindibile legame di amore e timore con il mare “per ricordare le donne che sulle banchine del porto aspettavano i loro uomini dal lavoro e dal mare, per non dimenticare quelli che non sono tornati“.

Porto di Rimini/Marebello 1 ora e due minuti di salutare passeggiata, un po di più se consideriamo il tempo per “sosta Photo” e “Ammirazione Paesaggistica”.
Oltre ai pescatori eccomi ad osservar cadaveri di meduse suicidatesi non si sa bene il perché, donne che passeggiano a piedi scalzi come se stessero calzando un tacco dodici, il classico tennis da spiaggia che va sempre di moda e un’ altalena posta a riva che mi ha fatto gola… ecco il difetto nel viaggia soli… e poi la sacca chi me la controlla?

Giunta a Marebello ho subito cercato l’hotel per farmi una doccia e abbandonare il superfluo, al secondo piano senza ascensore eccomi ad entrar nella stanza 9 che trovo essenziale; un corridoio con il lettino a una piazza, il televisore, lo specchio, l’armadio, la scrivania, la finestra e, e il bagno dov’è? la porta in tinta con il muro ha creato un’effetto mimetico con la sola maniglia come distinzione.
Due giorni in relax assaporando il sole, il vento, il mare il crescione alle erbette, il gelato, la pizzetta al taglio. Nonché la ricca colazione dell’hotel con i suoi cereali che, sciolti nel latte caldo, lasciano un sapore di cioccolato misto semi di non so cosa, nonché i bomboloncini alla crema e il mini cornetto, il gnocco con la fetta di Emmental … Ok!!! Stop al cibo che già ingrasso al pensiero.

A Marebello i Cani sono tutti ben accetti sia negli Hotel, in spiaggia (mattina e sera) nei Ristoranti, nei locali e sono presenti negozi con sfiziosi articoli a loro riservati pare abbiano ottenuto un’autorizzazione Usl che li rende liberi all’accesso con aree riservate e docce apposite. 
Ed è anche bello veder sguazzare i pelosi più coraggiosi sulla riva ed osservare chi è intimorito, chi è affascinato e chi passa quasi indifferente, come i bambini anche loro vivono le loro emozioni.
Il giorno successivo percorro la via a ritroso per tornar verso Rimini, il pieno pomeriggio non è ancora giunto che già parto con le sacche in spalla per poi distendermi sulla spiaggia libera ai piedi della ruota panoramica.
Osservo ancora il porto, torno verso la statua della sposa del marinaio, percorro il canale in cui si trova la Biblioteca delle Foibe in pietra. Osservo la riva senza sponde e un brivido mi percorre la schiena nel momento in cui transita un ragazzo che fa lo slalom con lo skate quasi sul bordo… ok sono vecchia, penso riflettendo sui riflessi indubbiamente maggiori rispetto a quelli della sottoscritta.

E poi, cercando un locale in cui facessero le patatine fritte abbondanti ad un prezzo equo eccomi a scoprire il “Parco del Mare” un’immensa area Pedonale e Ciclabile che ha spazzato via da poco parcheggi e traffico permettendo a Riminesi, viaggiatori e turisti di godere di una visuale maggiormente accogliente e indubbiamente più salutare con pista ciclabile bidirezionale lunga 8 Km che giunge fino a Riccione.
Circondato da ricche attività commerciali riservate prevalentemente a tasche capienti, con sfarzosi decori che hanno attirato la mia attenzione, alcuni sono più a buon mercato ma, comunque, quando la margherita costa 6 euro sei comunque caro!!!
Alla fine ho trovato la mia pietanza ed ho raggiunto il mio treno delle 20 con largo anticipo e, anche sulla via del ritorno, una cosa buffa è accaduta.
Posso? chiedo ad una straniera con i piedi scalzi stesi sul seggiolino a lei di fronte “Se non ti da fastidio” sembra avermi accennato.. No, sono abituata a peggio e di odori non se ne sentivano, forse la mascherina aiuta!
Ad un certo punto un uomo inizia a brontolar a voce alta e la sorella della ragazza a me frontale scende di corsa senza che nessuno se ne accorga, l’uomo gridava un nome famoso in ambito criminale e aveva, sotto al sedile, un oggetto strano che ha spaventato la donzella. Il controllore accorso ha provveduto a telefonare alla sorella scesa per il timore e ha avvertito le due rimaste sul treno; Salirà sul prossimo e le raggiungerà!
Così tutti ci mettiamo sereni, il tizio ha smesso di brontolare perché poi si è messo a parlare con uno che cercava di convincerlo che, nonostante tutto, la vita è bella!!!

La Mia Gita nella Capitale; Roma – Maggio 2023

Otto giorni immersa nell’aria della City Romana, tra il mercato di Porta Portese, la visita a Cinecittà, La giornata alla Città del Vaticano, tutte immancabilmente in Autobus, in Bus anche il viaggio Modena/Roma-Roma/Modena che mi è costato 23,98€ andata e ritorno. Soggiornando nel quartiere di Transtevere in un Grazioso B&b situato all’ultimo piano di un edificio in una zona in cui tutto si Chiama Grimaldi, viale compreso, 410.50€ per sette notti in cui è possibile utilizzare la cucina in comune e dov’è presente un’eccellente moca senza beccuccio e senza supporto che necessita di equilibrio studiato nell’assonnamento mattutino con estrema attenzione.

Osservando ora il resoconto della gita, scrupolosamente mantenuto per non eccedere dal mio Budget di €1000, posso dirvi che ne ho risparmiati €300. Spesa totale tra la Casa Vacanze, il Bus, i vari autobus per spostarmi nella city, i Souvenir, le visite a Pagamento (San Pietro, Cinecittà e la Casina delle Civette), i miei acquisti a Porta Portese, le spese fatte nei supermercati e i pranzi/spuntini e cene, in tutto ho speso €701,90 facendo, a detta del mio cellulare, 208340 Passi.
Il mio arrivo a Roma in Flixbus è stato rilassante; tutti pisolavano compreso il mio vicino usurpatore di posto vicino al finestrino.. (vah beh).. a tutti pendeva il peso della nuca appesantita dal mancato sostegno psicofisico, tra la pioggerella leggera che cadeva sul tettuccio da me frescamente assaporato come un soggiorno piovoso in Camping.  
Afferrato il mio Bagaglio nella Stiva del Bus osservo la stazione Tiburtina e ne odoro il fetore dei sacchi stagnanti a terra di immondizia accompagnato da un aroma di urina fresca e un non decoroso percorso verso l’uscita (mi son poi resa conto al mio rientro che sono sbadatamente uscita dal retro).
19192 passi mi hanno accompagnato verso il Colosseo, verso il Circo Massimo, Verso il Lungo Tevere e poi ancora a Transtevere per raggiungere, poco oltre le ore 14:00, la mia stanza alla Casa Vacanze posta al Settimo piano di una palazzina del Civico 47.

Impressioni di questa mia gita? La Città è immensa e anche sette giorni son veramente pochi per poterla visitare con accuratezza se “vuoi vedere il più possibile” come la sottoscritta. Indubbiamente ricca di affascinanti monumenti, storici edifici di cui è inevitabile chiedersi come hanno fatto ad averli costruiti con così ampi dettagli che non si sgretolano nei secoli. In paragone alle odierne costruzioni indubbiamente il fascino è inevitabile…

Ma c’è un Ma… non mi è in realtà piaciuta così tanto, me la immaginavo più bella dal punto di vista non architettonico ma puramente percettivo, più da “WOW”. Cioè…. non dico in periferia ma in Viale Vittorio Veneto, una delle vie più rinomate del centro sulle aiuole che fiore si trova? Il dente di leone o cicoria selvatica, conosciuto anche come piscialetto, insalata matta o soffione… noccomment! E i cassonetti? Non si capisce il contenuto da cestinare da tanto che sono arrugginiti, e la cordialità? Mi ha dato l’impressione che sia una City finalizzata a “Fregare il turista”.O forse è perché ci sono talmente tante cose belle da vedere che alla fine ne rimani quasi nauseato. Non me lo so spiegare benissimo.

Ma cos’ho visto in Otto giorni di permanenza nella Capitale Italiana?

  • Colosseo che non ho visitato internamente perché avevo già partecipato a una visita guidata interattiva durante il lookdown
  • Fontana di Trevi
  • Pantheon
  • Foro Romano
  • Scalinata di Trinità dei Monti
  • Piazza Navona
  • Piazza del Popolo
  • Piazza di Spagna
  • Piazza Venezia
  • Castel Sant’Angelo che è a ingresso gratuito la prima domenica del mese.
  • Villa Borghese
  • Monumento a Vittorio Emanuele II. Altare della Patria.
  • Hotel dell’immagine in cui è possibile salire gratuitamente sulla terrazza anche senza obbligo di consumazione.
  • Campidoglio
  • Lungo Tevere e Trastevere
  • Circo Massimo
  • Città Del Vaticano
  • Basilica Di San Pietro
  • Cinecittà
  • Palazzo Montecitorio solo Esternamente
  • Quartiere della Garbatella
  • Quartiere Coppedé con le differenti Ambasciate
  • Isola Tiberina
  • Ponte Fabricio
  • Ponte Sant’Angelo
  • Quartiere e Casa delle Civette
  • Via Giulia, viale storico progettato nel 1508 e ancora caratteristico in architettura.
  • Belvedere con i Monumenti a Anita Garibaldi
  • Mercato di Porta Portese

Da cosa ho dedotto la mia impressione che sia una City concentrata sul “Fregare il Turista”? E’ che mi sono messa in testa il berretto acquistato al Masàda in Israele e, con il mio fare taciturno e osservatore, mi hanno in molti scambiato per una straniera… e non vi dico!!! Gli autobus di linea urbana pare che sia “Normale” che a volte non passano e non esiste una Card comunale che comprende più luoghi da visitare come accade in alcune altre City se non le esose private ma qui torniamo alla “Spennata” Turistica.

Ma Dove Mangiare per Non farsi “Spennare”?

Prima Trattoria Romana

È impossibile non fermarsi dal Romano con la cucina tipica che ti ferma mentre transiti sul marciapiede volendo solamente curiosare il menù. Ok, la cacio e pepe era già sui miei progetti e, nonostante al momento stessi cercando una pizzeria, eccomi seduta con il sorriso sul volto dalla buffa simpatia Romana.

Mi son seduta nonostante anche il vicinissimo (così vicini che se non osservi bene sembrano il medesimo ristorante) mi abbia fermato offrendomi il pasto “no ho voglia di pizza” gli ho detto fermamente tirando dritto. Sarà stato questo a far innescare la lite oppure il fatto che ha fatto sedere altri clienti più vicini al suo confine (o forse ha sconfinato? L’ombrellone sembrava diverso) … Lo sconfinato ha avuto da ridire, e lo ha fatto presente al Romano dalla cucina tipica ma ecco che lui, prontamente ha risposto con un sonoro “vai a scongelare i Supplì” per esaltare la sua tipicità Romanica!!! #roma #cucinatipicaromana #ristorantiroma … La prossima volta pizza da asporto??? Eh no!!! Dovevo andare anche alla toilette (e qui son stata corretta da uno straniero (forse francese) per la pronuncia più italica della parola Toilette 😅

Sinceramente la Seconda trattoria mi è parsa più “Tipica” e la consiglio vivamente, non è centrale e non è comoda se non soggiorni a Transtevere ma personalmente ne vale la pena. Per il resto dei pasti io sono più da Street Food e, posso con certezza consigliare; Il Trapizzino di Transtevere (io l’ho assaggiato Stracchino e acciughe e straborda di contenuto). Poi numerose sono le pizze al taglio, le ho trovate tutte buone anche se basse ma, quella che rimangerei è “Insalata, Maionese e Gamberetti”, poi i forni, ne ho trovato uno a Transtevere denominato antico che ha una focaccia tipica discreta al costo di un Fornaio senza parlare dei negozietti che vendono biscotti sfusi appena sfornati, graziosi in stile e in gusto.

E poi? Come non Assaggiare il Maritozzo???

Nella ricetta originale laziale, il maritozzo è una brioche rotonda e soffice a base di farina, uova, zucchero, burro, scorza d’arancia, pinoli e uvetta, tagliata in diagonale e farcita con panna montata. Di questa specialità esistono, tuttavia, anche delle varianti regionali un po’ diverse. Tra le più famose c’è il maritozzo marchigiano, che ha l’aspetto di un piccolo sfilatino con l’uvetta. È un dolce tipicamente autunnale che si gusta abbinato a castagne e vin brulé. Il maritozzo siciliano e quello pugliese, invece, hanno la forma di una treccia ricoperta di zucchero.

Accanto alle rivisitazioni regionali, ci sono tante altre reinterpretazioni non legate a specifici territori. Tra le più golose, il maritozzo farcito con crema al cioccolato, al pistacchio, alla nocciola o chantilly, con panna e fragole, con la ricotta o con il gelato, oppure decorato con granella di pistacchi o glassa al cioccolato. Da provare anche il maritozzo tiramisù, preparato con un impasto al caffè, ripieno di crema al mascarpone e spolverato di cacao amaro.

Il maritozzo salato
II maritozzo è stato rivisitato anche in chiave salata. Si è trasformato, così, in una specialità da servire come antipasto o accompagnamento per un aperitivo, anche in versione street food da gustare passeggiando. Tanti chef stellati si sono sbizzarriti a proporre maritozzi gourmet, con le farciture più svariate che spesso abbinano con fantasia ingredienti regionali tipici, oppure “rubati” ad altre tradizioni culinarie.

Personalmente mi è piaciuto ma ho preferito altre specialità.

Porta Portese; Ovviamente qui non fanno gli scontrini!


Pare che il mercato sia così famoso perché anni addietro quando un romano veniva derubato bastava che andasse a porta Portese per ritrovarlo sui banchi in vendita… Bèh che dire? Oggi se ero una ladrona potevo ladrare facilmente… Per il pigiama (ho portato quello invernale pensando ci fosse freddo) l’ho cercato e ricercato prima di capire chi fosse il vero proprietario di quel banco… Cioè… Qui hanno un po’ di problemucci nei confini 

E poi? Mi son ritrovata casualmente a Piazza Navona poco prima dell’inizio del Concerto della Banda Interforze in occasione dei 75 anni della prima seduta del Senato. Domenica 7 Maggio 2023

Che dire di Roma? E’ indubbiamente da vedere (anche se in Italia ci sono Città più belle e comunque ricche di Storia e cultura)ma con accortezza per evitare di spendere in modo inutile e superfluo. Organizzatevi da casa e, con i mezzi pubblici potete muovervi quasi senza problemi, il biglietto si può pagare direttamente sul bus e ha lo stesso importo di quello fisico acquistato in biglietteria con l’unica pecca che non si ha in mano il cartaceo quindi se devi prendere un’altro bus e sai che ci potresti stare come tempo di utilizzo poi non hai in mano la pezza dimostrativa in caso di controllo. La pecca è che non esiste (cioè io l’ho trovato sul sito del comune ma il bigliettaio mi ha detto che non c’è) un biglietto con più corse in modo da avere in mano un’unico biglietto ed evitare possibili sanzioni. 

Tradate e Piacenza

Tradate e Piacenza, due luoghi in un sol giorno

120348150_10215792157510856_3970288886489144930_oEccomi a uscire dalla porta di casa delle persone che mi hanno ospitato durante il mio week end di queste ultime ferie dell’anno 2020 quando, essendo ancora l’alba di primo mattino, il mio pensiero mi ha suggerito; “Ma perché non fermarti comunque a veder luoghi per rientrare poi stasera, a casa, o nel tardo pomeriggio?”. Già pensata come possibilità perché attirata da un Museo nelle vicinanze, ancor più ancorata per l’improvvisa partenza della mia ospitante amica.
Eccomi quindi a Tradate, in provincia di Varese, alla ricerca del museo Fisogni gestito da Guido Fisogni un’ormai pensionato imprenditore che andava a progettare le pompe di benzina nei vari luoghi d’Italia e non. 50 Anni di carriera in cui ha raccolto, restaurato e importato da Londra, America, Germania e Svizzera modelli e gadget dei più curiosi e mai visti.

Museo Fisogni;

Varcando la soglia ho avuto l’impressione di aver già visitato il luogo… forse ci son stata da piccolina? Può essere, mia madre aveva la passione di girare in luoghi differenti. Come ho visto il cartello del Guiness dei primati e i primi cartelli il ricordo mi è balzato in mente e ho iniziato ad esplorare il luogo non come una prima volta ma cercando di portar vivo il ricordo forse sepolto.

Come posso raccontar la storia del museo se è già ben presentata ed illustrata nel sito del signor Fisogni?  Da inesperta posso dire di aver visto cose interessanti dal punto di vista storico, è bello scoprire che esistevano auto alimentate al 48% da Benzina e il resto da Alcool per ridurre il costo delle accise del prezzo del petrolio. E perché han smesso di farle? Mi son chiesta e ho chiesto…. Penso di aver intuito il motivo anche se non espressamente espresso….
Un’altra particolarità storica? I cartelli stradali che pubblicizzano il marchio di benzina presente in una determinata cittadina, tutti i cartelli stradali erano neri (periodo del Fascio) e ricchi di pubblicità.

Tradate;

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Nel 1905 aprì in paese la fabbrica di motociclette Frera, che contribuì allo sviluppo economico del territorio e ad un aumento dell’occupazione, anche di questo c’è un Museo purtroppo chiuso durante il mio passaggio nella City.
Diversamente che dire? E’ ricca di chiese da me ignorate anche se, ho letto, in una è presente un organo e diverse opere di pregio per chi è di fede religiosa. 

E le vie del centro?  Tutte graziosamente ricche di ciottoli sassosi che ne impreziosiscono lo stile. Mi son fermata in un forno alla ricerca della Brioches pizza letta in una recensione…. ho scoperto che non esiste…. che delusione ha avuto il mio palato quando si è dovuto accontentare del classico fagottino non farcito (altrimenti si condisce la borsetta di crema). In questo viaggio non ho però prestato attenzione ad un particolare; Un dolce tipico tradatese sono i Capricci, piccole meringhe…. non le ho assaggiate….. Uffy!!!!

Piacenza;

Dopo aver trascorso più di un’ora al Mc Donald’s di Piacenza per ricaricare le energie mie e del mio cellulare eccomi alla scoperta del parcheggio gratuito, un’immensa area posta tra i Carabinieri e la Questura di Via Beverora. Ormai son le tre passate quindi il tempo per visitar la city è misero e, il lunedì, tutto è chiuso quindi gli interni non rientrano nel mio percorso esplorativo. 
Fortunatamente via Malta è il proseguo della circonvallazione collegata all’autostrada… tutto dritto, impossibile sbagliare quindi il navigatore non mi è servito e ho potuto mantenere intatto il 35% di batteria raggiunto per le Photo.
Poche Photo…. non capisco perché si è azzerato così in fretta… dimenticando Zoommy a casa del cellulare ne ho abusato, mi sa che devo tornar a utilizzar anche il secondo numero se voglio usar anche il navigatore.

La City si presenta a me soleggiata e estremamente calda rispetto agli abiti che indosso, Tradate ha un’altra temperatura ed è così che mi son vestita per la giornata senza prevederne modifiche. Cosa non ho stupidamente percorso? Via XX Settembre (la Strä Dritta), nota per i suoi balconi in ferro battuto, collega piazza Duomo e piazza Cavalli in quanto era uso nel medioevo collegare con una strada dritta il simbolo del potere politico con quello religioso. In alcuni periodi storici era chiamata anche la Strä di Urévas (la Strada degli Orefici) perché vi si trovavano diverse botteghe di oreficeria.
Ma tanto avevo il cellulare scarico…

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Il palazzo venne fatto costruire da Margherita d’Austria nell’area dove era ubicata la Cittadella Viscontea, con lo scopo di erigere una residenza ducale, che fosse luogo di rappresentanza e simbolo della potenza della famiglia Farnese. Fanno parte dei musei civici ospitati all’interno del palazzo diverse collezioni: una sezione medievale comprendente una serie di affreschi provenienti da chiese piacentine, il museo archeologico, ospitato nella cittadella Viscontea che conserva al suo interno il fegato etrusco, una raccolta di armi antiche riunite ai primi dell’ottocento[3], una serie di carrozze donate nel 1948 da Silvestro Brondelli di Brondello, i fasti farnesiani, serie di opere realizzate per celebrare la famiglia Farnese e di cui rimane a Piacenza solo una parte del ciclo, il museo del Risorgimento, la pinacoteca, una serie di sculture e una collezione di vetri e ceramiche.
E IO NON L’HO VISTO!!!! E non sarei nemmeno riuscita ad aver una batteria che tenesse testa a tutte quelle possibili Photo!!!

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L’edificio è stato dedicato a i mutilati e agli invalidi reduci della Grande Guerra. E’un istituto di assistenza, costruito nel 1938, su progetto dell’architetto Alfredo Soressi, come sede della sezione locale dell’ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra), sorta nel 1918. All’interno dell’edificio al piano terra avevano sede gli ambulatori e i locali per la distribuzione dei farmaci, mentre al primo piano hanno sede, dal 1938, gli uffici Sezione piacentina dell’ANMIG.

Che dire? Dovrò tornare anche a Piacenza….

Castello di Avio, Sirmione e Peschiera del Garda

Castello di Avio, Sirmione e Peschiera del Garda… non so decidere qual’è la più bella!

Avio e il suo Castello

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Castello di Avio. Trento

Attratta dal Castello di Avio in provincia di Trento eccomi qui a scoprir le meraviglie del luogo. Lo pensavo un paesello provinciale di poco conto e, invece? Cosa scopro?  Che ha ben sette frazioni e che, nella sua tenuta di San Leonardo, è stata girata nel 2015, “La dama Velata” una serie televisiva.
Già solo il panorama gratifica l’animo e lo porta a respirare la magia della natura con i suoi variopinti profumi, colori e sensazioni, non sono ancora certa se il contorno l’ha fatto il paesaggio o il Castello.
Il sottoponte ferroviario mi ha incuriosito: “Ma io lì ci posso passare con l’auto?” mi son chiesta nel vedere una discesa costeggiar la ferrovia… il dubbio si è un poco placato grazie a un’auto che ha svoltato in quella direzione. D’altronde come far diversamente ad attraversar il fiume Adige? Ora capisco a cosa servono i semafori ai rondò…
Decido di abbandonare l’auto nel parcheggio del paesello dopo aver percorso minuscole stradine in ripida salita. Ma dove mi porti o mio navigatore? Ho pure incontrato il trattore in discesa, praticamente ci mancava la pecorella e poi era una perfetta scena di un probabile film comico!
Castellum Ava è il titolo del libro a lui dedicato, nome di riferimento tratto dalle primissime fonti storiche datate 1053, tutto completamente in sasso, sentieri compresi. Ogni volta che incontro un luogo di questo tipo il mio pensiero va alle calzature dell’epoca Medievale; Robuste suole o stratificazioni callose? Chissà…
Un fiumiciattolo scende dalla vallata e mi accompagna a ritroso lugo il sentiero che conduce al Castello, la prima torre fa da ingresso, ovviamente è presente un’area ristoro, un’altra zona invece è rimasta di proprietà  privata. Dopo aver donato l’intero Rudere al F.A.I. , nel 1977, una certa Castelbarco Emanuela tiene per se la “Torre della Picadora” Luogo dedicato alle impiccagioni dei prigionieri.
KODAK Digital Still CameraDei dipinti nei castelli ne ho visti di migliori, quelli della casa delle guardie sono di epoca sicuramente non artistica, “Troppo piatti” e Poco tridimensionali. Un pelo più carini quelli presenti nel Mastio o, per meglio dire, ciò che è rimasto degli affreschi anticamente dipinti (denominati pittura cortese).
Questa torre è divisa in quattro piani raggiungibili attraverso una scala in legno di epoca recente. Al centro un grosso tubo, di cui non ne ho capito il senso, percorre tutti i piani ad eccezione dell’ultimo, quello con il soffitto a volta denominato “camera dell’amore”. (anche se io, in realtà, di piani ne ho fotografati cinque, sei con la terrazza non visitabile,il primo piano già è rialzato con sotto altra struttura quindi i calcoli non tornano…) Il tutto è contornato da sentieri sassosi sempre in salita.. ottimi percorsi ginnici naturali!
KODAK Digital Still CameraLa leggenda narra che i guerrieri che si erano comportati male in battaglia venissero bendati e fatti girare nella casa delle guardie. Dopo averli storditi ben bene dovevano indicare delle lettere per formare una parola di senso compiuto, altrimenti venivano giustiziati! La principessa che non voleva sposarsi disse al padre che se un principe fosse stato in grado, bendato, di  ricomporre il suo nome con le lettere avrebbe avuto la sua mano! Un’altra leggenda narra che il Re aveva fatto fondere tutto il suo oro per farne uno scudo da lui poi sepolto e mai più ritrovato. Antiche leggende ora tramutate in caccia al tesoro per bambini al castello.

Sirmione

Raggiungo Sirmione nel tardo pomeriggio dopo aver preso possesso del mio B&b  in un paese di facile accesso alle attrazioni del luogo.
“Sirmione, Isola o Penisola?” un quesito che mi balza in testa fin dalla partenza da casa. Sul sito di Garda Turism scopro che è composta dall’isola del centro storico, interna al Castello Scaligero e dalla penisola che unisce questa alla costa nel punto della frazione di Colombare.
In sostanza è sia Isola che Penisola!!!
Purtroppo i siti visitabili sono ancora tutti chiusi, non sono riuscita a vedere nemmeno le grotte di Catullo da lontano perché la zona non è ancora accessibile (Anche se son stata tentata di andar oltre per curiosità). Girovagando tra i pochissimi viali presenti e contornati principalmente da alberghi e prati, assaporo l’odore del temporale che pare iniziare a farsi vivo. L’acqua si agita, il cielo si colora di fulmini e il mio pancino brontola dalla fame!
Mi soffermo a immortalar l’onda mossa dal vento che si è fatto acuto per poi tornar verso il centro e ai suoi negozi alla ricerca di cibo per placare lo stomaco tumultuoso per poi dirigermi tra le soffici lenzuola del B&b!

Peschiera del Garda

KODAK Digital Still CameraAncora assonnata e con in bocca il sapore della Brioches integrale con miele parcheggio l’auto nel cortile di una farmacia chiusa. Pagare i parcheggi???? Giammai!!!! Ci sono maree di cortili vuoti a disposizione, soprattutto di Domenica con un’epidemia da poco terminata!!!
Il mio stomaco ancora brontola così divoro anche la seconda brioches acquistata come spuntino per poi dirigermi verso la Fortezza di Peschiera divenuta nel 2017 patrimonio dell’umanità Unesco.
KODAK Digital Still CameraPorta Verona e Porta Brescia sono i due ingressi delle antiche mura di Cinta, l’origine della city è Celtica e nell’antichità il suo nome era “Arilica”. I canali interni sono stati deviati per permettere una maggior difesa in quanto è una delle quattro città che formavano un antico quadrilatero come sistema difensivo della prima metà del 1800 (Mantova, Verona e Legnago le altre tre).
InShot_20200609_163121508La salutare passeggiata mi ha permesso di visitar tutto senza prendere alcun mezzo, d’altronde è mia abitudine viaggiare in questo modo, solo così si possono scovar angoli nascosti come il “Vicolo del Pescatore” uno stretto passaggio che diviene una stretta porta che, vista dal lato opposto al mio ingresso, pare appartenere ad una proprietà privata ma che, invece, ha lo scopo di collegare due viali principali.
Scendo da Via Marzan per osservare un poco il porto e una curiosa imbarcazione completamente aperta sui due lati, incontro Piazza San Marco con il fiume che attraversa “Ponte dei Voltoni” di cui ho immortalato solo una volta e il paesaggio con la spiegazione dell’antico contesto.
Salgo verso il ponte lasciando alberi di Magnolia alle mie spalle e un immenso edificio storico che costeggia il lungofiume completamente abbandonato e, cercando informazioni sul web, pare essere in vendita!
Dopo aver osservato il paesaggio dal ponte salgo sul monticello alle mie spalle che mi permette di osservar la vallata e i primi bastioni delle mura. KODAK Digital Still CameraAl lato di porta Verona ecco che incontro il piazzale della Caserma d’artiglieria, entro e scopro che sono presenti varie attrattive tutte rigorosamente chiuse e un percorso che porta nuovamente ad osservare il panorama da un’altra angolazione. Mi dirigo verso la località Porto Vecchio e qui trovo un motociclista che si avvicina dopo che ho fatto la photo alla sua moto… KODAK Digital Still Cameral’ho reso partecipe del mio gesto… ma solo perché se né accorto…. mi consiglia di proseguir lungo la passeggiata situata un poco più avanti e io gli do retta non prima però di esser andata a veder tutti e cinque i Bastioni e dopo aver scoperto la Pista ciclabile che, comunque, passa da Porto vecchio per poter raggiungere Mantova.
Nonostante il lungo camminare ho voluto percorrere anche un tratto del lungolago Garibaldi che ho trovato completamente differente rispetto alla precedente camminata, due aspetti estremamente diseguali che racchiudono fascini opposti su un medesimo corso d’acqua.

Ecco concluse la mie ferie 2020.

KODAK Digital Still CameraAlla domanda “Dove sei stata in ferie?” ci sono due opzioni che creano reazioni psicologiche differenti:  “Sono stata a Peschiera del Garda, Sirmione con una breve visita al Castello in Trentino” è diverso dal dire “Ho fatto due giorni tra Peschiera del Garda, Sirmione e il Castello di Avio”. Perché creare nella mente di un probabile invidioso la certezza che le ferie son limitate a soli due giorni per natura economica?
Il sincero lo capisce il più snob rosica perché a tutti capita, prima o poi, di non riuscire a far settimane intere via da casa. E che sia mai…. io ormai ci sono quasi abituata e poi avrò tante cosa da vedere comunque vicino a casa… ne ho già viste tante ma qualcos’altro ci sarà sicuramente che stupirà il mio animo!

Costo delle mie ferie 2020?
41 € B&b
40 € Viaggio e Benzina
7.50€ Visita al castello
7€ Fritto di Pesce in street food
5.70€ Cena a Sirmione
8.50€ Cena prima della partenza + Panfrutto per souvenir
2.40€ Caffè e Acqua
7.30€ Pranzo ad Avio
3.40€ Colazione
Per un totale esatto di €122.80 … peccato non esser riuscita a fare il terzo giorno!!!