Archivi tag: Italia

Ferie 2025; La Spezia, Portovenere e le 5 Terre (Riomaggiore, Manarola,Corniglia, Vernazza e Monterosso).Holidays in Liguria, Italy a poco più di 500€

domenica 22 giugno 2025

Come non comprendere le Cinque Terre nell’itinerario di quella che è stata la mia vacanza 2025?
Cinque giorni e Quattro notti suddivisi in Cinque Tappe che mi hanno portato alla scoperta non solo di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso ma anche della località La Spezia, e di Porto Venere con le sue tre isole.

Dal 1997 l’isola del Tino, Palmaria, Tinetto, Portovenere e le Cinque Terre sono state inserite tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Palmaria. È piccola, molto piccola: il suo perimetro è di circa 6,5 km, i suoi abitanti soltanto 57. L’unica abitata, è la maggiore delle tre isole dell’arcipelago di Porto Venere ed è meta tradizionale delle gite degli spezzini. Si visita soprattutto la grotta Azzurra, raggiungibile solo dal mare, ma interessante è anche la grotta dei Colombi, accessibile solo da terra. Adibita nel secondo dopoguerra a carcere militare e da pochi anni ristrutturato e i resti della batteria Albini; sparsi nell’intero territorio dell’isola, svariati bunker risalenti alla Seconda guerra mondiale e resti di postazioni d’artiglieria costiera e contraerea per lo più inaccessibili in quanto abbandonati e invasi dalla vegetazione.Nella parte meridionale dell’isola denominata Pozzale, la cava oggi abbandonata e utilizzata un tempo per l’estrazione del pregiato marmo nero a striature dorate detto portoro. Sono ancora presenti i resti delle gru e dei paranchi utilizzati per la movimentazione dei blocchi di marmo, nonché i muri delle abitazioni dei minatori.

L’isola del Tino è accessibile solamente il 14 e il 15 settembre in occasione del patrono, qui si trovano i ruderi del monastero di San Venerio.Sul luogo dove fu trovato il corpo di San Venerio, nel VII secolo fu edificata una cappella, trasformata poi in abbazia nell’XI secolo.
Sull’isola c’è anche un piccolo museo (accessibile in occasione della festa di S. Venerio) con i reperti archeologici rinvenuti in zona, tra cui anfore, frammenti di lucerne e monete di epoca romana.
Come il Tino, anche il Tinetto non è accessibile ai privati cittadini poiché è sottoposto al vincolo della Marina Militare. È la più piccola delle tre isole ,con i suoi circa 6000 m² di superficie è poco più di uno scoglio, alto appena 18 m sul livello del mare e con un perimetro che non supera il mezzo chilometro.

Raggiungo il luogo con i Regionali che accompagneranno il mio intero viaggio ad esclusione del bus La Spezia/Porto Venere in cui il trasporto è stato incluso nel biglietto settimanale degli autobus urbani ed extraurbani. Con treni e bus ho limitato il costo di questo mio viaggio; Andata e Ritorno; 15.70×2=31,40 Costo bus urbano ed Extraurbano settimanale nominativo= 14€ + 48,50 per la Cinque terre card con treno in cui ho potuto girare da La Spezia (andata e ritorno), tutti i paesini quante volte ho voluto per i due giorni di validità e il bus andata e ritorno per Corniglia nonché le toilette pubbliche che sono tutte gratuite se si possiede la Card. Tutti i paeselli presi singolarmente hanno un importo di €8 a prescindere dalla tratta (che sia Monterosso/Vernazza o Monterosso/Riomaggiore), Totale solo per il trasporto =93,90
Purtroppo il favoloso B&b che mi ha ospitato a La Spezia non aveva posto se non fino all’11 Giugno, ma il 12 dovevo sloggiare causa altra prenotazione, ho così pensato “Ma perché non andare, anche solo una notte, anche alle cinque terre?”. Ed è così che ho trovato un grazioso Hotel in pieno Centro a Riomaggiore che mi ha prolungato la Vacanza. Costo degli alloggi? La Spezia €205 con colazione (Tre Notti), Riomaggiore €83 (includo sempre anche le tasse di soggiorno) senza colazione. Colazione presa a Vernazza a €4.30 più 1,50 dello sgradevole caffè al bar vicino. Totale alloggi con colazioni= 293,80
Il totale speso nel complessivo è stato di € 578,24 quindi, togliendo viaggi e alloggi, rimangono € 190,54 di fritti di Pesce a Cono, gelati e Souvenir (circa una quarantina di euro al giorno anche se la spesa è decisamente triplicata gli ultimi due giorni nelle costosissime cinque terre).

Partenza il 9/06 da casa. Fortunatamente all’alba il parcheggio si trova sempre nei pressi della stazione e non ho avuto problemi a lasciare la mia auto in un luogo ben visibile e di Passaggio, ovviamente uno dei due treni ha avuto problematiche a causa di un freno rotto e ho dovuto prendere il successivo… ma questo ormai è parte integrante di ogni mia gita, se non accade ritardo mi inizio quasi a preoccupare….
Il B&b è collocato fuori dal centro di La Spezia, è più verso Porto Venere che, comunque, dista una ventina di minuti di bus in strade strette e dai passaggi effettuati con discrezione. Alloggerò per tre notti in una stupenda Mansarda di quella che è la casa indipendente di una cordiale famiglia, lei ha fatto e sporadicamente fa anche la Pet Sitter e quattro adorabili miciotti salutano fusoramente e saltuariamente durante il passaggio d’ingresso/uscita/colazione…

La Spezia; il 9 e l’11 Giugno …

Dal Museo Tecnico Navale in cui in cui i numeri e le tappe del percorso delineano i riferimenti tematici in modo poco eccellente ma comunque chiaro nel complesso. Numerosi sono i modelli composti ad uso didattico, interessante lo Scafandro e la sua evoluzione al termine della seconda guerra Mondiale per recuperare i reperti della guerra in profondità e non interessanti le esposizioni di missili e fucili. Costo d’ingresso €5
Dal Museo del Castello di San Giorgio, il monumento maggiormente rappresentativo della City e posto su un rilievo chiamato Poggio, due piani di visita e le terrazze che permettono una splendida e indimenticabile visuale sulla Città e sul Mare. Costo d’ingresso alle terrazze €4, Terrazze più museo non molto ricco ma comunque interessante €6.
Ovviamente indimenticabili anche le passeggiate effettuate al ponte bianco che porta all’area privata delle barche in cui ho fatto un sacco di photo prima di aver letto che non si possono far photo … poi non le ho più fatte… giuro!
Indimenticabile anche il pomeriggio trascorso sulla panchina al molo, dal lato opposto, quello delle Navi delle autorità italiane (ma a cosa serve la nave dei Vigili del fuoco?… cioè in acqua?… boh…) ovviamente sempre a far photo e a provare ad abbronzarmi sfruttando il piacevole venticello favorevolmente avvantaggiato dalla profondità di percorso, più lungo è il tragitto verso il faro e più ci si allontana dalle case e più ci si addentra verso il mare.


Sul lungomare Spezino è presente anche una scultura molto carina e interessante; Redamare è un verbo che deriva dal latino, significa amare di un amore corrisposto. Bisogna amare per essere amati, una prospettiva di reciprocità universale quantomai attuale e necessaria ai tempi d’oggi.

Gli storici viali di La Spezia sono indubbiamente da percorrere, osservando architettura e locali con il naso all’insù e la telecamera in mano per non perderne le particolarità strutturali che li caratterizzano ed assaporare il gelato Vernazza sublime (in realtà tutti i gelati nella zona perché hanno un’altra tipologia di cono che è più pieno e saporito rispetto ai nostri Emiliani che risultano al palato più industriali), i triangolini di focaccia tipica piacevolmente consigliati dalla sorella della proprietaria del B&b nonché le prelibatezze del forno nel centro storico di cui ho acquistato fin troppo e mi è rimasto cibo a sufficienza anche per il tardo pomeriggio.

Porto Venere; giorno 10 Giugno … 

L’autobus siglato “P” ti permette di costeggiare la costa osservando le caratteristiche strette stradine in cui solo una macchina parcheggiata di fretta può intasare l’intero traffico e la costa che ci accompagna per l’intero tragitto. Anche la località “Le Grazie” sarebbe stata interessante ma, aimé, il tempo è ristretto e Portovenere è la più ambita. Durante il percorso, proprio nello svincolo del paese prima citato, noto che l’unico semaforo esistente sul luogo è comandato tramite telecomando dallo stesso autista che ha il potere di farlo divenire rosso per utilizzare l’intera carreggiata durante la curva a gomito. Il paesello è bello, molto simile a quelli delle cinque terre con l’aggiunta delle tre isole sopra citate che ho osservato tramite la gita in barca della durata di quarantacinque minuti al costo di €15 in cui è possibile percorrere il giro di quello che è il Parco Naturale. Durante il tragitto una voce registrata illustra la storia e le caratteristiche del luogo.

RioMaggiore; giorno 12 e 13 Giugno …

Cosa posso vedere a Riomaggiore in un giorno?
Visitare il borgo antico; Stupende le antiche viuzze incastonate tra case e rocce e indescrivibile il paesaggio, soprattutto nel punto in cui si vede la stazione dei treni sul mare.
La Via dell’Amore; Che non ho percorso ma ho visto solo da lontano, in due giorni è ben più comoda la cinque terre card treno per spostarsi .. soprattutto con il caldo
Il porticciolo di Riomaggiore.
Il castello di Riomaggiore; non sono entrata ma son salita fino alla cima
La spiaggia libera di Riomaggiore; che ho sfruttato la sera del 12 osservandone il tramonto e il pomeriggio del 13 per soleggiarmi un pò prima del rientro.

Monterosso e Vernazza; pomeriggio del 12 Giugno …

Monterosso al Mare è il paese più grande delle Cinque Terre i cui primi cenni storici risalgono al 1200. E’ l’unico dei cinque borghi ad avere un’ampia spiaggia sabbiosa e una lunga passeggiata a mare con diversi pub, vinerie e gelaterie.
Il paese è diviso in due parti da un promontorio con un tunnel di un centinaio di metri, da una parte la zona di Fegina (zona residenziale e stazione ferroviaria), dall’altra il porto vecchio (centro storico e il molo di attracco dei battelli).
Arroccata su di una maestosa ed affascinante scogliera, Vernazza compare già nelle cronache del 1080 come borgo fortificato ed efficiente base marittima dei marchesi Obertenghi, probabile punto di partenze e di approdo delle forze navali impiegate per la difesa dai saraceni. Il medioevale borgo, con i suoi vicoli magici e misteriosi racchiusi fra le case multicolori, rosa, rosse e gialle, oggi affollato dai turisti provenienti da tutto il mondo, è classificato fra i primi cento borghi più belli d’Italia, vanta un’antica e lunga tradizione marinara, un orgoglioso passato di naviganti e condottieri.

Corniglia e Manarola; mattinata e primo pomeriggio del 13 Giugno …

Corniglia, è il paese centrale delle Cinque Terre, l’unico paese non a contatto con il mare che sorge su un promontorio roccioso alto circa 100 metri in una conca intensivamente coltivata a vigneti. Il paese delle Cinque Terre è raggiungibile attraverso la lunga scalinata della Lardarina formata da 33 rampe e 377 gradini o dalla strada che dalla stazione ferroviaria conduce al borgo. Oppure,subito fuori dalla stazione, c’è la fermata dell’autobus che ti porta in centro paese sulla piazza principale il cui importo è compreso nella cinque terre card treno per i tragitti di andata e di ritorno.

Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo ; Parco “La Pinetina” e L'”Ecoparco di Vezzano”

Quarantanove album residui! Come non scegliere un’altra scuola considerando il venerdì di Ferie? Come non organizzare una “Gita fuori Porta” approfittando della concomitanza dei due eventi? Come non scegliere una scuola con possibili albe montane che colorano ancor più la gita? 
Il numero degli Album è stato quasi perfetto! Son corsa via dopo averli terminati e, neanche raggiunta l’auto, ho visto la bidella uscire per chiudere il cancello, direi che al massimo tre fanciulli son rimasti senza, quindi ho fatto bene a progettar codesta gita! Ovviamente il navigatore mi avrebbe fatto prendere uno stradello sterrato rischiando di bucar gomma e sospensione ma, ormai lo conosco e mi sono abituata ad osservar le vie e, dopo due inversioni, eccomi ad imboccar la via corretta in un tempo puntuale e preciso. 
Dopo aver fatto Photo, recensione, dopo aver terminato gli album, passato in edicola, chiesto se potevo lasciar lì l’auto parcheggiata per un poco, ecco che mi incammino verso il bar Denis per uno svuoto vescica e una sosta caffè e Brioches.

La Brioches integrale alla confettura di mora è sublime in quel bar, tornerei a Vezzano sul Crostolo solo per rimangiarne ancora… chissà se qui in pianura ne troverò mai una così!!!
Tornando sui miei passi trovo un borgo visibilmente antico e, praticamente in strada nella via IV Novembre, trovo “L’ufficio Podestarile” che, in un primo acchito, avevo letto “Ufficio Postarile” e già mi ero immaginata il preistorico postino!!! Okkey!!! No, invece no, il Podesta era nel Medioevo il titolo più alto nella carica civile nel governo della città (Praticamente l’antico Sindaco). Peccato trovare l’edificio in stato di abbandono, non visibile internamente ma solo ricco di targhe illustrative che ne identificano le sezioni. 

Il termine deriva dal latino potestas, col significato di autorità, potere, sovranità. La carica di podestà, la sua durata, nonché la residenza e il territorio di giurisdizione erano chiamati podesteria, in particolare durante il Medioevo e nei secoli successivi, più raramente durante il regime fascista. La lotta fra nobiltà e borghesia commerciale costituì una delle dinamiche storiche più importanti nella turbolenta vita comunale. In seguito a questi contrasti, la figura politica del podestà si sostituì o si affiancò a quella del consiglio dei consoli, che governava i Comuni medievali a partire dalla fine del XII secolo. Tale carica, contrariamente a quella di console, poteva essere ricoperta da una persona non appartenente alla città che governava (per questo era detto anche podestà forestiero), in modo da evitare coinvolgimenti personali nelle controversie cittadine e garantire l’imparzialità nell’applicazione delle leggi. Il podestà era eletto dalla maggiore assemblea del Comune (il Consiglio generale) e durava in carica, di solito, sei mesi o un anno. Doveva giurare fedeltà agli statuti comunali, dai quali era vincolato, e alla fine del mandato il suo operato era soggetto al controllo da parte di un collegio di sindaci.

Il podestà era, dunque, un magistrato generalmente al di sopra delle parti, una specie di mediatore, a cui era affidato il potere esecutivo, di polizia e giudiziario, divenendo di fatto il più importante strumento di applicazione e di controllo delle leggi, anche amministrative. Il podestà non aveva, invece, poteri legislativi, né il comando delle milizie comunali, che era affidato al capitano del popolo.

Con il passare degli anni, la carica di podestà divenne un vero e proprio mestiere esercitato da professionisti, che cambiavano spesso sede di lavoro e ricevevano un regolare stipendio. Questo continuo scambio di persone e di esperienze contribuì a fare in modo che le leggi e la loro applicazione tendessero a diventare omogenee in città anche distanti tra loro, ma nelle quali avevano governato gli stessi podestà.

Peccato per il degrado dell’edificio!!! Sarei entrata a vederne gli interni!

Alla Scoperta Di Vezzano Sul Crostolo ; Parco “La Pinetina” e L’”Ecoparco di Vezzano”

Pavoni in relax

I Parchi Possibilmente visitabili nei dintorni sono tre, il terzo, il “Parco Matildico di Montalto” quello che avrei volentieri visitato dopo aver letto de suo lago, della possibilità di percorrerlo in canoa, del ponte sospeso e della presenza di vari animali in libertà era purtroppo chiuso.

Eccomi così ad entrare dall’ingresso dell’Ecoparco adiacente e diviso solo da cancelli e un basso recinto al confinante parco la Pinetina. Il primo è un percorso a piedi in cui è segnalata un’antica frana e i vari percorsi di difficoltà. Purtroppo non molto visibili i percorsi se non uno che ho trovato eccessivamente fangoso. Il secondo parco è invece strutturato per famiglie, entrambi gratuiti. Quest’ultimo ospita in gabbie e liberi vari esemplari tra cui Pavoni, Daini (per questi non ho fatto in tempo ad attivar la telecamera) Cavie, tartarughe e altri liberi che non ho visto o notato. 

 

Marebello di Rimini, due giorni a meno di 57 euro.

Settembre 2021

Sul treno Regionale che m’ha portato a Rimini inizialmente mi son seduta nel seggiolino che si abbassa inserito vicino alle porte d’ingresso e d’uscita per poi ritrovarmi ad occupar una poltroncina non appena il flusso è sceso a Bologna. Bologna, qui i treni si vuotano ma si riempiono immediatamente ed ecco arrivar una coppia sulla trentina con valige annesse e posizionate nelle apposite griglie.

Avevo già preso posto nel più comodo schienale quando i due si avvicinano, lei si siede a un posto dopo il mio (seggiolino a tre posto per il lungo) e lui? ovviamente in mezzo abbassandosi la mascherina e continuando a sorseggiare la sua bevanda come se nulla fosse. 
I bendistinti han tutti la faccia da vaccinati… ed eccomi ad alzarmi e tornar sul mio seggiolino pieghevole appena abbandonato senza fiatare per poi sedermi nuovamente di fronte a loro non appena il posto sè liberato. L’ho fulminato con lo sguardo, l’ha capito il troglodita benvestito e un poco succube della giovincella che lo accompagna e che sbaglia le parole crociate ma non è lei che sbaglia…. Che gente!!

Arrivata a Rimini chiedo informazioni per prendere il sottopasso che mi porterà al mare a un giovanotto con addosso la mascherina di Jocker e, pian piano a piedi (lo avrei fatto comunque anche se potevo prendere il bus) eccomi avanzare verso quello che è parco a Federico Fellini dedicato.
Immediatamente m’imbatto nella fontana dei Quattro Cavalli realizzata dallo scultore Riminese Filogenio Fabbri ed è la seconda opera all’interno del parco, la prima è un macchina fotografica gigante realizzata da un Riminese.

Elio Guerra la realizzò assieme ad alcuni amici a riproduzione della Ferrania Gallilea che era in voga all’epoca. Guerra, in maniera più o meno consapevole, anticipava la Pop Art degli anni 60 proseguendo le architetture tautologiche, tipiche in riviera, delle colonie a forma di nave, dei lampioni a forma di cono gelato, dei bar a fungo o ad ombrellone.Divenne uno degli oggetti più fotografati di Rimini./ turisti le si mettevano in posa davanti,non cera fotografo ed artista che passando di li non la riprendesse.Nel tempo cambiarono le sue funzioni, da negozio di materiali fotografici a punto informativo turistico.

Una parte del parco pubblico è di proprietà del Grand Hotel divenuto famoso per i film di Fellini che hanno reso Rimini “Una dimensione Mitica” la terra in cui si desidera tornare, attorno ai suoi luoghi ha costruito un’idea universale della bellezza nell’epoca in cui il simbolo dei desideri proibiti, della ricchezza, del lusso e dello sfarzo ne facevano da padroni. 

Poco distante il molo, anche lui racchiude monumenti di spessore come “Eye Love Rimini“, l’ancora della memoria dei caduti al Mare e il porto. Presente ‘Una biblioteca di pietra’ dell’artista riminese, ma fiumano di nascita, Vittorio D’Augusta, posizionato sulla scogliera del porto di Rimini.
Il monumento è dedicato in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, inaugurato il 10 febbraio 2014 in occasione della Giornata del Ricordo. Il monumento e’ costituito da un leggio riportante una targa commemorativa e da 30 targhette poste sui sassi che delimitano il camminamento della nuova scogliera, in cui sono incisi i nomi di scrittori e intellettuali di quelle terre di confine e di una loro opera.


Lungo quella che è per i Riminesi una consueta passeggiata , biciclettata o luogo di attività sportiva in ogni stagione dell’anno si trova un locale su palafitte, la scogliera in cui è presente la “Biblioteca di Pietra” e la statua dedicata alle mogli dei pescatori.“La Sposa del Marinaio” realizzata dallo scultore Umberto Corsucci da un’idea di Giancarlo Cevoli. Un’opera che segna l’inscindibile legame di amore e timore con il mare “per ricordare le donne che sulle banchine del porto aspettavano i loro uomini dal lavoro e dal mare, per non dimenticare quelli che non sono tornati“.

Porto di Rimini/Marebello 1 ora e due minuti di salutare passeggiata, un po di più se consideriamo il tempo per “sosta Photo” e “Ammirazione Paesaggistica”.
Oltre ai pescatori eccomi ad osservar cadaveri di meduse suicidatesi non si sa bene il perché, donne che passeggiano a piedi scalzi come se stessero calzando un tacco dodici, il classico tennis da spiaggia che va sempre di moda e un’ altalena posta a riva che mi ha fatto gola… ecco il difetto nel viaggia soli… e poi la sacca chi me la controlla?

Giunta a Marebello ho subito cercato l’hotel per farmi una doccia e abbandonare il superfluo, al secondo piano senza ascensore eccomi ad entrar nella stanza 9 che trovo essenziale; un corridoio con il lettino a una piazza, il televisore, lo specchio, l’armadio, la scrivania, la finestra e, e il bagno dov’è? la porta in tinta con il muro ha creato un’effetto mimetico con la sola maniglia come distinzione.
Due giorni in relax assaporando il sole, il vento, il mare il crescione alle erbette, il gelato, la pizzetta al taglio. Nonché la ricca colazione dell’hotel con i suoi cereali che, sciolti nel latte caldo, lasciano un sapore di cioccolato misto semi di non so cosa, nonché i bomboloncini alla crema e il mini cornetto, il gnocco con la fetta di Emmental … Ok!!! Stop al cibo che già ingrasso al pensiero.

A Marebello i Cani sono tutti ben accetti sia negli Hotel, in spiaggia (mattina e sera) nei Ristoranti, nei locali e sono presenti negozi con sfiziosi articoli a loro riservati pare abbiano ottenuto un’autorizzazione Usl che li rende liberi all’accesso con aree riservate e docce apposite. 
Ed è anche bello veder sguazzare i pelosi più coraggiosi sulla riva ed osservare chi è intimorito, chi è affascinato e chi passa quasi indifferente, come i bambini anche loro vivono le loro emozioni.
Il giorno successivo percorro la via a ritroso per tornar verso Rimini, il pieno pomeriggio non è ancora giunto che già parto con le sacche in spalla per poi distendermi sulla spiaggia libera ai piedi della ruota panoramica.
Osservo ancora il porto, torno verso la statua della sposa del marinaio, percorro il canale in cui si trova la Biblioteca delle Foibe in pietra. Osservo la riva senza sponde e un brivido mi percorre la schiena nel momento in cui transita un ragazzo che fa lo slalom con lo skate quasi sul bordo… ok sono vecchia, penso riflettendo sui riflessi indubbiamente maggiori rispetto a quelli della sottoscritta.

E poi, cercando un locale in cui facessero le patatine fritte abbondanti ad un prezzo equo eccomi a scoprire il “Parco del Mare” un’immensa area Pedonale e Ciclabile che ha spazzato via da poco parcheggi e traffico permettendo a Riminesi, viaggiatori e turisti di godere di una visuale maggiormente accogliente e indubbiamente più salutare con pista ciclabile bidirezionale lunga 8 Km che giunge fino a Riccione.
Circondato da ricche attività commerciali riservate prevalentemente a tasche capienti, con sfarzosi decori che hanno attirato la mia attenzione, alcuni sono più a buon mercato ma, comunque, quando la margherita costa 6 euro sei comunque caro!!!
Alla fine ho trovato la mia pietanza ed ho raggiunto il mio treno delle 20 con largo anticipo e, anche sulla via del ritorno, una cosa buffa è accaduta.
Posso? chiedo ad una straniera con i piedi scalzi stesi sul seggiolino a lei di fronte “Se non ti da fastidio” sembra avermi accennato.. No, sono abituata a peggio e di odori non se ne sentivano, forse la mascherina aiuta!
Ad un certo punto un uomo inizia a brontolar a voce alta e la sorella della ragazza a me frontale scende di corsa senza che nessuno se ne accorga, l’uomo gridava un nome famoso in ambito criminale e aveva, sotto al sedile, un oggetto strano che ha spaventato la donzella. Il controllore accorso ha provveduto a telefonare alla sorella scesa per il timore e ha avvertito le due rimaste sul treno; Salirà sul prossimo e le raggiungerà!
Così tutti ci mettiamo sereni, il tizio ha smesso di brontolare perché poi si è messo a parlare con uno che cercava di convincerlo che, nonostante tutto, la vita è bella!!!

La Mia Gita nella Capitale; Roma – Maggio 2023

Otto giorni immersa nell’aria della City Romana, tra il mercato di Porta Portese, la visita a Cinecittà, La giornata alla Città del Vaticano, tutte immancabilmente in Autobus, in Bus anche il viaggio Modena/Roma-Roma/Modena che mi è costato 23,98€ andata e ritorno. Soggiornando nel quartiere di Transtevere in un Grazioso B&b situato all’ultimo piano di un edificio in una zona in cui tutto si Chiama Grimaldi, viale compreso, 410.50€ per sette notti in cui è possibile utilizzare la cucina in comune e dov’è presente un’eccellente moca senza beccuccio e senza supporto che necessita di equilibrio studiato nell’assonnamento mattutino con estrema attenzione.

Osservando ora il resoconto della gita, scrupolosamente mantenuto per non eccedere dal mio Budget di €1000, posso dirvi che ne ho risparmiati €300. Spesa totale tra la Casa Vacanze, il Bus, i vari autobus per spostarmi nella city, i Souvenir, le visite a Pagamento (San Pietro, Cinecittà e la Casina delle Civette), i miei acquisti a Porta Portese, le spese fatte nei supermercati e i pranzi/spuntini e cene, in tutto ho speso €701,90 facendo, a detta del mio cellulare, 208340 Passi.
Il mio arrivo a Roma in Flixbus è stato rilassante; tutti pisolavano compreso il mio vicino usurpatore di posto vicino al finestrino.. (vah beh).. a tutti pendeva il peso della nuca appesantita dal mancato sostegno psicofisico, tra la pioggerella leggera che cadeva sul tettuccio da me frescamente assaporato come un soggiorno piovoso in Camping.  
Afferrato il mio Bagaglio nella Stiva del Bus osservo la stazione Tiburtina e ne odoro il fetore dei sacchi stagnanti a terra di immondizia accompagnato da un aroma di urina fresca e un non decoroso percorso verso l’uscita (mi son poi resa conto al mio rientro che sono sbadatamente uscita dal retro).
19192 passi mi hanno accompagnato verso il Colosseo, verso il Circo Massimo, Verso il Lungo Tevere e poi ancora a Transtevere per raggiungere, poco oltre le ore 14:00, la mia stanza alla Casa Vacanze posta al Settimo piano di una palazzina del Civico 47.

Impressioni di questa mia gita? La Città è immensa e anche sette giorni son veramente pochi per poterla visitare con accuratezza se “vuoi vedere il più possibile” come la sottoscritta. Indubbiamente ricca di affascinanti monumenti, storici edifici di cui è inevitabile chiedersi come hanno fatto ad averli costruiti con così ampi dettagli che non si sgretolano nei secoli. In paragone alle odierne costruzioni indubbiamente il fascino è inevitabile…

Ma c’è un Ma… non mi è in realtà piaciuta così tanto, me la immaginavo più bella dal punto di vista non architettonico ma puramente percettivo, più da “WOW”. Cioè…. non dico in periferia ma in Viale Vittorio Veneto, una delle vie più rinomate del centro sulle aiuole che fiore si trova? Il dente di leone o cicoria selvatica, conosciuto anche come piscialetto, insalata matta o soffione… noccomment! E i cassonetti? Non si capisce il contenuto da cestinare da tanto che sono arrugginiti, e la cordialità? Mi ha dato l’impressione che sia una City finalizzata a “Fregare il turista”.O forse è perché ci sono talmente tante cose belle da vedere che alla fine ne rimani quasi nauseato. Non me lo so spiegare benissimo.

Ma cos’ho visto in Otto giorni di permanenza nella Capitale Italiana?

  • Colosseo che non ho visitato internamente perché avevo già partecipato a una visita guidata interattiva durante il lookdown
  • Fontana di Trevi
  • Pantheon
  • Foro Romano
  • Scalinata di Trinità dei Monti
  • Piazza Navona
  • Piazza del Popolo
  • Piazza di Spagna
  • Piazza Venezia
  • Castel Sant’Angelo che è a ingresso gratuito la prima domenica del mese.
  • Villa Borghese
  • Monumento a Vittorio Emanuele II. Altare della Patria.
  • Hotel dell’immagine in cui è possibile salire gratuitamente sulla terrazza anche senza obbligo di consumazione.
  • Campidoglio
  • Lungo Tevere e Trastevere
  • Circo Massimo
  • Città Del Vaticano
  • Basilica Di San Pietro
  • Cinecittà
  • Palazzo Montecitorio solo Esternamente
  • Quartiere della Garbatella
  • Quartiere Coppedé con le differenti Ambasciate
  • Isola Tiberina
  • Ponte Fabricio
  • Ponte Sant’Angelo
  • Quartiere e Casa delle Civette
  • Via Giulia, viale storico progettato nel 1508 e ancora caratteristico in architettura.
  • Belvedere con i Monumenti a Anita Garibaldi
  • Mercato di Porta Portese

Da cosa ho dedotto la mia impressione che sia una City concentrata sul “Fregare il Turista”? E’ che mi sono messa in testa il berretto acquistato al Masàda in Israele e, con il mio fare taciturno e osservatore, mi hanno in molti scambiato per una straniera… e non vi dico!!! Gli autobus di linea urbana pare che sia “Normale” che a volte non passano e non esiste una Card comunale che comprende più luoghi da visitare come accade in alcune altre City se non le esose private ma qui torniamo alla “Spennata” Turistica.

Ma Dove Mangiare per Non farsi “Spennare”?

Prima Trattoria Romana

È impossibile non fermarsi dal Romano con la cucina tipica che ti ferma mentre transiti sul marciapiede volendo solamente curiosare il menù. Ok, la cacio e pepe era già sui miei progetti e, nonostante al momento stessi cercando una pizzeria, eccomi seduta con il sorriso sul volto dalla buffa simpatia Romana.

Mi son seduta nonostante anche il vicinissimo (così vicini che se non osservi bene sembrano il medesimo ristorante) mi abbia fermato offrendomi il pasto “no ho voglia di pizza” gli ho detto fermamente tirando dritto. Sarà stato questo a far innescare la lite oppure il fatto che ha fatto sedere altri clienti più vicini al suo confine (o forse ha sconfinato? L’ombrellone sembrava diverso) … Lo sconfinato ha avuto da ridire, e lo ha fatto presente al Romano dalla cucina tipica ma ecco che lui, prontamente ha risposto con un sonoro “vai a scongelare i Supplì” per esaltare la sua tipicità Romanica!!! #roma #cucinatipicaromana #ristorantiroma … La prossima volta pizza da asporto??? Eh no!!! Dovevo andare anche alla toilette (e qui son stata corretta da uno straniero (forse francese) per la pronuncia più italica della parola Toilette 😅

Sinceramente la Seconda trattoria mi è parsa più “Tipica” e la consiglio vivamente, non è centrale e non è comoda se non soggiorni a Transtevere ma personalmente ne vale la pena. Per il resto dei pasti io sono più da Street Food e, posso con certezza consigliare; Il Trapizzino di Transtevere (io l’ho assaggiato Stracchino e acciughe e straborda di contenuto). Poi numerose sono le pizze al taglio, le ho trovate tutte buone anche se basse ma, quella che rimangerei è “Insalata, Maionese e Gamberetti”, poi i forni, ne ho trovato uno a Transtevere denominato antico che ha una focaccia tipica discreta al costo di un Fornaio senza parlare dei negozietti che vendono biscotti sfusi appena sfornati, graziosi in stile e in gusto.

E poi? Come non Assaggiare il Maritozzo???

Nella ricetta originale laziale, il maritozzo è una brioche rotonda e soffice a base di farina, uova, zucchero, burro, scorza d’arancia, pinoli e uvetta, tagliata in diagonale e farcita con panna montata. Di questa specialità esistono, tuttavia, anche delle varianti regionali un po’ diverse. Tra le più famose c’è il maritozzo marchigiano, che ha l’aspetto di un piccolo sfilatino con l’uvetta. È un dolce tipicamente autunnale che si gusta abbinato a castagne e vin brulé. Il maritozzo siciliano e quello pugliese, invece, hanno la forma di una treccia ricoperta di zucchero.

Accanto alle rivisitazioni regionali, ci sono tante altre reinterpretazioni non legate a specifici territori. Tra le più golose, il maritozzo farcito con crema al cioccolato, al pistacchio, alla nocciola o chantilly, con panna e fragole, con la ricotta o con il gelato, oppure decorato con granella di pistacchi o glassa al cioccolato. Da provare anche il maritozzo tiramisù, preparato con un impasto al caffè, ripieno di crema al mascarpone e spolverato di cacao amaro.

Il maritozzo salato
II maritozzo è stato rivisitato anche in chiave salata. Si è trasformato, così, in una specialità da servire come antipasto o accompagnamento per un aperitivo, anche in versione street food da gustare passeggiando. Tanti chef stellati si sono sbizzarriti a proporre maritozzi gourmet, con le farciture più svariate che spesso abbinano con fantasia ingredienti regionali tipici, oppure “rubati” ad altre tradizioni culinarie.

Personalmente mi è piaciuto ma ho preferito altre specialità.

Porta Portese; Ovviamente qui non fanno gli scontrini!


Pare che il mercato sia così famoso perché anni addietro quando un romano veniva derubato bastava che andasse a porta Portese per ritrovarlo sui banchi in vendita… Bèh che dire? Oggi se ero una ladrona potevo ladrare facilmente… Per il pigiama (ho portato quello invernale pensando ci fosse freddo) l’ho cercato e ricercato prima di capire chi fosse il vero proprietario di quel banco… Cioè… Qui hanno un po’ di problemucci nei confini 

E poi? Mi son ritrovata casualmente a Piazza Navona poco prima dell’inizio del Concerto della Banda Interforze in occasione dei 75 anni della prima seduta del Senato. Domenica 7 Maggio 2023

Che dire di Roma? E’ indubbiamente da vedere (anche se in Italia ci sono Città più belle e comunque ricche di Storia e cultura)ma con accortezza per evitare di spendere in modo inutile e superfluo. Organizzatevi da casa e, con i mezzi pubblici potete muovervi quasi senza problemi, il biglietto si può pagare direttamente sul bus e ha lo stesso importo di quello fisico acquistato in biglietteria con l’unica pecca che non si ha in mano il cartaceo quindi se devi prendere un’altro bus e sai che ci potresti stare come tempo di utilizzo poi non hai in mano la pezza dimostrativa in caso di controllo. La pecca è che non esiste (cioè io l’ho trovato sul sito del comune ma il bigliettaio mi ha detto che non c’è) un biglietto con più corse in modo da avere in mano un’unico biglietto ed evitare possibili sanzioni.