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Papa a Carpi

100_7832Volevo vederlo atterrare, volevo arrivare prima di lui per aggiungere l’ingresso alla città al video e al mio racconto ma, aimè, il mio navigatore ha perso il GPS e l’informazione avuta sul luogo dell’atterraggio era errata!!!
Giungo comunque alla piazza dopo essermi fermata in coda per la Toilette, in coda ho scambiato due chiacchiere con una signora che mi racconta di essere giunta a Carpi alle 6, di aver atteso due ore per entrare inutilmente.
In piazza, invece, incontro due donne del luogo che mi fanno compagnia nella traversata… purtroppo le ho dovute abbandonare per la mia curiosità… volevo avvicinarmi il più possibile al palco… Sono cosi entrata in un viale al lato della piazza…

100_7850Dopo poco ecco che un particolare attira la mia attenzione: un banchetto allestito per la preparazione della comunione. mi fermo ad osservare il loro operato anche perché non posso più tornare sul percorso da cui sono giunta… La via è riservata a loro per poter portar via tutte le cose e vestirsi con vesti civili.
E qui il prete mi fa fare la comunione… è da una vita che non mi faccio mettere in bocca un’ostia da un parroco… l’ostia è sempre buona e sono riuscita a farmi dare il libricino delle letture chiedendolo al prete alla destra della fotografia!
Quando la folla si è smaltita svuotando la piazza, io sono entrata per visitare il centro del paese, le sedie erano ancora tutte in fila e riempivano la visuale alla chiesa suscitando un lieve sconforto al pensiero del lavoro che è stato fatto per sistemare il tutto.

100_7874Mi avvicino al palco e noto che la folla è ancora riunita attorno ad esso… il papa è ancora presente ed è intento a salutare le persone disabili e le suore di ogni ordine e decoro per poi allontanarsi tra i saluti della folla!
Lasciato sgombro il campo mi fermo ad osservare il “dietro le quinte” delle varie interviste anche per lasciare l’uscita di libero accesso ai disabili e ai loro accompagnatori.
GiornalismoLe persone sono arrivate in piazza alle 4-5 del mattino per mettersi in coda per entrare (spero non sia capitata la stessa sorte anche ai disabili, sarebbe veramente pesante pensarli in questo calvario). Li ho comunque visti emozionati e felici nonostante la loro stanchezza.. 
Alcuni sono saliti sul palco per sedersi dove il papa aveva posato le sue chiappette e i selfy sul trono si sono susseguiti fino al completo sgombero.
I volontari della protezione civile dovevano rimanere a sistemare tutta la piazza fino alle 18 mentre tutta la folla massiccia si è volatilizzata appena la messa è giunta al termine.
In attesa del Pranzo Papale ho visitato Palazzo del Pio, molto bello… devo tornarci in una delle prime domeniche del mese dove l’ingresso è gratuito e vi sono delle visite guidate a tema.

FOSSOLI – 25 APRILE 2017

Il verde riempie gli antichi edifici diroccati,detriti che ospitavano masse di Ebrei e i loro persecutori.
Il cinguettio degli uccellini e la leggera brezza si sono sostituiti al rombo delle mitragliatrici.
In un contesto come questo Mattarella viene messo in secondo piano…
Ma andiamo con ordine…
Il centro di Fossoli è assai misero e ho facilmente trovato il luogo. Purtroppo sono arrivata alle 16 e il viale che conduce al campo di concentramento è già chiuso per il suo arrivo previsto nei trenta minuti successivi.
Prendo atto che è riuscito ad entrare solo chi è arrivato prima dellla chiusura del viale ma non mi dò per vinta..
I vigilanti ci hanno tenuto lungo il ciglio della carreggiata ma, non contenta, son sgattaiolata per leggere un cartello informativo del campo, e invece? se rimanevo in quel punto il vecchio mi avrebbe stretto la mano prima della sua partenza… Va beh!!! Avrò altre occasioni…
Stava ancora salutando il pubblico che sono entrata per vedere il campo di Fossoli.
Un tempo era molto più vasto e, della parte superstite, è stato restrutturato un edificio e due sono in fase di restrutturazione, all’interno dell’unico caseggiato visitabile si trovano le storie di molti personaggi che hanno partecipato attivamente per salvare delle vite umane nonchè il plastico della zona superstite composto da stabili per i Tedeschi, i loro uffici e la zona per gli Ebrei.
Molte macerie sono andate distrutte a causa delle scosse di terremoto perciò molti mattoni sono visivamente staccati, appaiono quasi solo appoggiati e sorretti dalla sola forza di gravità.